La crisi del sistema politico italiano e il Sessantotto

Rubbettino, 2005

Lo si è voluto chiarire fin dal titolo: questa non è una ricerca sul '68. È uno studio su come il sistema politico italiano reagì alla sfida della contestazione studentesca, condotto attraverso la realizzazione di 41 interviste a protagonisti della vita politica giovanile e universitaria degli anni '60. Che cosa può dirci – ci siamo chiesti – l’emergere del movimento studentesco sulla capacità della politica italiana di rappresentare una società in profondo e rapido mutamento? In che modo, e in quale rapporto con la vita pubblica istituzionale, la contestazione viene montando a partire almeno dalla metà degli anni '60? La politica “ufficiale” se ne rende conto? Tenta almeno di giocare, e come, questa partita? L’interpretazione che proponiamo in risposta a questi interrogativi sottolinea soprattutto quel che la contestazione studentesca ha in comune col suo passato. In particolare, sostiene che le origini del '68 vanno cercate non solo ai margini o nell’inadeguatezza del sistema politico repubblicano, ma anche nel suo cuore ideologico – nell’anima radicale che lo caratterizza fin dalle origini, e che riemerge con forza dalla fine degli anni '50. Fra contestazione e sistema politico, allora, vi fu per certi versi un eccesso non di divergenza, ma di convergenza. Anche per questo in Italia mancò davanti alla protesta studentesca una reazione di dura contrapposizione politica e culturale “alla francese”; e anche per questo il '68 italiano si prolungò fino a quasi tutti gli anni '70. Questa strategia di “diluizione”, d’altra parte, non riuscì a impedire che si creasse un ponte storicamente evidente, tale da collegare alcuni elementi almeno del Sessantotto con la stagione degli anni di piombo.

01/01/2005