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Religione e politica: se "Italianieuropei" scopre il dialogo tra credenti e non credenti...
Già da alcuni anni abbiamo avvertito il bisogno di un nuovo confronto tra credenti e non credenti alla luce di un rapporto tra religione e politica che andava mutando. Dunque, non possiamo che essere contenti che altri, come la Fondazione Italianieuropei, avvertano oggi la stessa esigenza. Chiunque analizzi il rapporto tra politica e religione, però, non può non ammettere che oggi il pluralismo delle scelte politiche dei cattolici in Italia è molto più ampio di quanto non lo fosse solo qualche decennio fa. Il punto quindi non è questo, quanto piuttosto non scambiare il sacrosanto diritto della Chiesa ad esprimere il suo punto di vista su questioni nuove che entrano nell’agenda pubblica come un attacco al pluralismo e una insopportabile volontà di condizionamento delle scelte politiche. Non vorremmo che al dunque la conclusione di chi finalmente riscopre come fatto non negativo la rinascita di un sentimento religioso sia che questo va bene quando asseconda le proprie posizioni, e diventi una insopportabile ingerenza quando invece le contrasta. Se il tutto si riduce a questo si tratta di un’occasione persa.
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