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Regolamenti parlamentari, noi non ci tireremo indietro
La nascita del Popolo della Libertà e l’accordo tecnico tra Partito democratico e Di Pietro (nel senso che sono stati “tecnicamente” scelti i giustizialisti e sacrificati i socialisti: una vecchia storia) sono il primo passo verso un sistema politico meno frammentato e dunque più europeo. E' quanto realisticamente si poteva fare nelle condizioni date. Veltroni e Soro ci chiedono di continuare, riformando i regolamenti parlamentari. Non ci sottraiamo alla sfida. Attraverso la riforma di tali regolamenti è infatti possibile stabilire una maggiore corrispondenza tra schieramenti elettorali e gruppi parlamentari, ma anche assicurare gli strumenti necessari al funzionamento di una democrazia effettivamente “decidente”. Si può andare anche oltre i tre punti proposti dall’onorevole Soro. Attraverso un’adeguata revisione dei regolamenti è possibile garantire preminenza e tempi certi alle iniziative del governo nei due rami del Parlamento, così come offrire all’opposizione strumenti di controllo, di garanzia, ma non di interdizione. Per ognuno di questi punti abbiamo già elaborato proposte precise. Non sarà possibile porre mano ai regolamenti nel poco tempo rimasto prima delle elezioni, ma siamo disponibili ad assumere un impegno esplicito affinché la riforma venga realizzata all’inizio della prossima legislatura. Sappiano Veltroni e Soro che non ci tireremo indietro.
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