Abruzzo, tra i tanti centravanti sceglieremo il goleador

Il Messaggero

di Lilli Mandara

"Adesso sto sulle male creste", fa Gaetano Quagliariello, napoletano con la passione per le montagne abruzzesi, ma non solo Roccaraso per carità: basta con queste banali equazioni. Conosce il sentiero centenario e le favole di Gadda lui, ma non dice chi è Scilla che dalle molte bocche faceva le boccacce e chi è Cariddi dai dentolini di squalo. Andiamoli a cercare i due mostri che gli impediscono di navigare nel mare abruzzo di Pescara: alla sua destra c'è Pastore alla sinistra Aracu, Scelli in piedi Tancredi seduto, indovinate un po'. "Ma se oggi sto sulle male creste a breve riuscirò ad arrivare al lago di Campotosto". Riuscirà a farseli amici i due mostri, come il navicellaio di Gadda.

Senatore Quagliariello, sei esponenti di Forza Italia vogliono candidarsi alla presidenza. Non è che per uscire dall'imbarazzo sceglierà un esponente della società civile?

"Forza Italia è come il Napoli: ha troppi centravanti e ne deve scegliere uno da far giocare. Meglio noi che di candidati ne abbiamo troppi che il centrosinistra che non ne ha neppure uno. Ma imbarazzo o no, lo sceglieremo nei nostri ranghi. E intendo nei ranghi del PdL, cioè tra i dirigenti di Forza Italia, di An e dei centristi".

Quindi, nessun imbarazzo?

"No, semmai il problema sarà creare intorno a lui una vera squadra".

Lei mette il rinnovamento al primo posto. Significa che i consiglieri uscenti non saranno confermati?

"Significa che intendo contemperare i valori dell'esperienza con quelli del rinnovamento. Ma con ciò non voglio dire che perseguiremo il nuovismo a tutti i costi ma semplicemente che useremo serietà: l'Abruzzo ha bisogno di percepire la serietà della proposta".

E le new entry, i politici che si sono avvicinati solo di recente al PdL che considerazione avranno?

"Ascolteremo tutti, il rinnovamento che intendo portare in Abruzzo non sarà solo a parole. Saremo in grado di stupirvi".

Lei si è dato quindici giorni di tempo per portare a Berlusconi tre obiettivi. Quali sono?

"Un candidato alla presidenza autorevole; alleanze che rispondono ai criteri di semplificazione in atto nel panorama politico scaturito dalle ultime elezioni politiche; una rosa di candidati che rappresenti un vero rinnovamento".

Un paio di sindaci si sono dimessi. Avranno una corsia preferenziale rispetto agli altri?

"Non avranno una corsia preferenziale. La loro decisione di dimettersi è una condizione necessaria perché si possa tenere in conto il loro contributo".

Ma Forza Italia rivendica la scelta del presidente o potrebbe fare passo rispetto ad An?

"Forza Italia considera anche le altre candidature come patrimonio del PdL. Stasera (ieri, ndr) incontrerò il segretario di An Fabrizio Di Stefano per mettere a punto un programma di iniziative e di manifestazioni che partirà subito, parallelamente al processo di scelta dei candidati. Il nostro sarà un percorso breve ma intenso".

Cosa rappresenta l'Abruzzo per Forza Italia in questo momento?

"Le elezioni abruzzesi si celebrano quasi parallelamente alla nascita del PdL, soltanto due giorni fa c'è stata l'assemblea costituente. Le elezioni qui rappresentano una sfida sia sul versante esterno che su quello interno: dall'Abruzzo dovrà uscire tassativamente una conferma per il PdL che rafforzi la stagione del 13 e del 14 aprile. Che serva anche a dare alla regione una speranza per rialzarsi dall'abisso in cui è sprofondata".

20/09/2008