Testamento biologico, anche Ceccanti è d'accordo con noi

Il senatore Ceccanti individua nella sentenza della Consulta sulla legge 40 un monito nei confronti del legislatore sul testamento biologico, affinché la possibilità del medico di decidere in scienza e coscienza, secondo la volontà del paziente ma tenendo anche conto delle evoluzioni tecnico-scientifiche, non sia imbrigliata da una normativa eccessivamente rigida. Siamo d'accordo con lui. Infatti è esattamente questo il principio ispiratore della legge Calabrò approvata in Senato: il medico deve tener conto delle volontà precedentemente espresse dal paziente ma non ne può essere un mero esecutore notarile, perché nel frattempo la scienza potrebbe aver compiuto progressi favorevoli al malato, che quest'ultimo anni prima non poteva immaginare. Già il senatore Marino, nominando come fiduciario nel suo testamento biologico un amico medico con piena facoltà di decidere per lui le terapie migliori nel momento della necessità, ci aveva confortato sulla bontà di questa legge. Le dichiarazioni di oggi del senatore Ceccanti rafforzano i nostri convincimenti.

08/05/2009