Terremoto, Pd fa gioco delle parti

I vertici del Pd non hanno resistito alla tentazione di far rientrare il gioco delle parti in una materia dalla quale lo scontro politico avrebbe dovuto restare fuori. Il decreto sul terremoto ha fondamenta solide, prevede stanziamenti consistenti e potrà essere ancora migliorato in Parlamento, anche grazie a una disponibilità che il governo ha già dimostrato annunciando la presentazione di emendamenti che traggono spunto dal dibattito parlamentare e dalle ulteriori informazioni pervenute dal territorio. Il provvedimento assicura l'immediata disponibilità delle risorse necessarie a tutti gli interventi previsti, nei tempi e nei modi utili per affrontare l'emergenza, costruire le case prima dell'inverno e garantire la ricostruzione. L'indicazione pluriennale di una parte delle fonti di copertura risiede nelle modalità di ammortamento nel tempo dei finanziamenti: si tratta di scelte di finanza pubblica che non causano alcun ritardo e non mettono a repentaglio la tempestività dell'intervento, che tra l'altro, nelle intenzioni del governo e della maggioranza, riguarderà anche i danni lievi subiti dalle abitazioni, la cui agibilità potrà essere subito ripristinata con il pieno coinvolgimento dei livelli di governo locale. Invece di fare demagogia, dunque, il Pd dovrebbe riconoscere che si tratta di un provvedimento fortemente innovativo, che non separa la fase dell'emergenza da quella della ricostruzione. Chi ha perso la casa non finirà nei container: le residenze pronte prima dell'inverno per chi non avrà potuto far ritorno nella propria dimora saranno abitazioni confortevoli e durevoli, frutto della più avanzata tecnologia nazionale. Garantiranno i tempi di una corretta ricostruzione, e saranno poi ulteriormente disponibili per altre esigenze legate allo svilupo socico-economico del territorio abruzzese. Ad esempio, l'utilizzo come alloggi universitari che dotino l'ateneo dell'Aquila di strutture adeguate per non essere più una sede di passaggio per docenti e ricercatori diretti a Roma, ma una cittadella universitaria d'eccellenza con risorse interne e standard qualitativi che invoglino i migliori gruppi di ricerca a non andar via. Auspichiamo dunque che l'opposizione possa uscire dalla gabbia del 'no' a prescindere, e voglia condividere ipotesi di miglioramento del decreto che non ne frenino la tempestività introducendo poteri di interdizione. Questo provvedimento fissa principi generali, e demanda gli interventi specifici a strumenti più snelli e diretti che consentano di operare con decisione e prontezza. Snaturare questo approccio e parcellizzare le responsabilità della ricostruzione farebbe venire meno la chiarezza degli interventi e la certa individuazione dei momenti di responsabilità, tradendo così i bisogni primari dei cittadini abruzzesi.

09/05/2009
Visconti