Università, finanziamenti senza riforma diventano sprechi

Questo convegno vuole ribadire che il problema dell'università non è solo il finanziamento. Come questo primo anno di legislatura ha dimostrato, a partire dalla Finanziaria 2008, solo evitando sprechi e soldi gettati per sostenere un sistema inefficiente è possibile che l'università italiana torni a vivere. Per questo, è bene che nuovi finanziamenti, pur necessari, si accompagnino a una improcrastinabile riforma che ponga il merito, la produttività e l'interesse della nazione e delle future generazioni al centro di una nuova stagione per l'università italiana. Il reclutamento perfetto non esiste. Si è provato ogni sistema, di tipo nazionale o locale, con il sorteggio o con l'elezione, per giungere sempre a constatare come il reclutamento sia stato piegato unicamente alle logiche interne dell'accademia, con un insufficiente riferimento al merito dei candidati. E' arrivato il momento di spostare l'ottica e di affermare che il reclutamento è uno strumento e non un fine per avere un sistema universitario efficiente. In tal senso esso, quantomeno, deve garantire, nelle università: a) che la base dei giovani ricercatori sia molto più ampia di quella dei professori ordinari (oggi non è così); b) che le cattedre siano coperte da persone che effettivamente hanno titolo ad insegnare (oggi non è così); c) che il sistema sia semplice e trasparente e metta in discussione la reputazione di coloro che sono chiamati a compiere le scelte (oggi non è così); d) che, infine, anziché il localismo venga per quanto possibile incentivata la concorrenza tra gli atenei, in modo da rendere conveniente reclutare i migliori (oggi non è così).

14/07/2009