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Terremoto, da Legnini e Lusi accozzaglia di falsità
E' imbarazzante dover rispondere per l'ennesima volta a un'accozzaglia di falsità senza precedenti quale quella messa insieme dai senatori Legnini e Lusi nel penoso tentativo di lucrare briciole di visibilità sulla pelle dei terremotati. Innanzi tutto, quelle 'casette' cui i colleghi del Pd fanno riferimento con tanto disprezzo sono le strutture che consentiranno al governo di chiudere le tendopoli e dare un tetto caldo agli sfollati prima che arrivi l'inverno, evitando loro la penosa sistemazione nei container nel periodo della ricostruzione. Aver optato per strutture durevoli e confortevoli vuol dire inoltre garantire per il futuro all'università dell'Aquila la dotazione di un campus all'avanguardia, che farà dell'ateneo un centro di eccellenza e non più una sede di passaggio per studenti, ricercatori e docenti in transito verso altri lidi. Per inciso, è di oggi la decisione del Cipe di autorizzare lo stanziamento di 40 milioni per la ricostruzione dell'università dell'Aquila. Per quel che riguarda il rimborso dei tributi, forse ai senatori della sinistra troppo impegnati nelle loro elucubrazioni è sfuggita l'assicurazione da parte del ministro Tremonti e del sottosegretario Bertolaso dell'imminente emanazione di un'ordinanza in proposito, ed è evidente che attraverso il medesimo strumento dell'ordinanza verrà affrontata la questione dei mutui. Quanto infine agli stanziamenti per la ricostruzione, alla ripartizione annua dell'ammortamento e al riferimento al 2032, lo ripetiamo per l'ennesima volta, sperando che sia l'ultima: la data del 2032 si riferisce a un mutuo contratto dal governo presso la Cassa depositi e prestiti, la quale mette a disposizione liquidità immediata per la ricostruzione, e sarà rimborsata dallo Stato anno dopo anno. Si tratta di un meccanismo elementare, analogo a quello che regola l'accensione dei mutui da parte delle famiglie. Ma evidentemente questa sinistra con la realtà non ha proprio più nulla a che fare. Anche perché, in caso contrario, i colleghi Legnini e Lusi prima di aprire bocca si sarebbero posti l'unica domanda davvero sensata: se, come sostengono, per la ricostruzione non c'è un centesimo disponibile, con quali soldi il governo avrebbe avviato i lavori che procedono spediti e addirittura in anticipo rispetto alle previsioni?
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