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Biotestamento, Non mi sono sottratto a confronto
Non per polemica personale ma per serietà faccio presente al presidente Chiti che nel corso della trasmissione radiofonica di questa mattina non sono stato interpellato su idratazione e alimentazione, ma da un ascoltatore mi è stata rivolta la seguente contestazione che riporto testualmente: "Sulla fecondazione artificiale e anche sul testamento biologico io devo dire che lo Stato deve lasciare i cittadini liberi di scegliere. Io non voglio come cattolico vedere che il senatore Quagliariello vuole fare morire la gente secondo i suoi desideri e le sue intenzioni. Ciascuno in uno Stato laico deve avere questa possibilità". Dunque non ho glissato, non ho parlato d'altro né mi sono sottratto ad alcunché. Consiglio pertanto a Chiti di riascoltare su internet la puntata di Radio Anch'io per non incorrere in ulteriori imprecisioni e false accuse. Già che ci siamo, se è su idratazione e alimentazione che il vicepresidente del Senato intende confrontarsi, non sarò certo io a tirarmi indietro. Mi limito intanto a fargli presente che la comunità scientifica e l'opinione pubblica sono profondamente divise sul considerarle terapie o sostegni vitali. E finché non vi sarà in proposito un pronunciamento univoco, vale l'aurea regola democratica: ci si conta in Parlamento per stabilire se la morte di una persona per fame e per sete, per mano dello Stato, debba essere considerata una forma di eutanasia. In Senato ci siamo contati, e i rappresentanti della sovranità popolare hanno risposto di sì.
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