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Ru486, contro Dorina Bianchi surreale processo nel Pd
Dovrebbe far riflettere il fatto che quanti si riempiono quotidianamente la bocca con la centralità del Parlamento, siano poi sempre i primi a disconoscerne le prerogative pur di veder prevalere le proprie posizioni contingenti. E' accaduto nei giorni scorsi con le 'opinioni a latere' formulate da un giudice del Tar del Lazio a margine di una sentenza di rigetto, che i laicisti dogmatici dell'uno e dell'altro schieramento avrebbero voluto utilizzare addirittura per decretare l'incostituzionalità del ddl Calabrò sul testamento biologico. E lo stesso schema si ripete oggi con il surreale 'processo' al quale il Pd sta sottoponendo la collega Dorina Bianchi, 'colpevole' di aver accettato di rappresentare le opposizioni e il suo partito come relatrice in un'indagine conoscitiva approvata all'unanimità in Commissione Sanità, con lo scopo di verificare la compatibilità tra la pillola abortiva Ru486 e una legge dello Stato quale è la 194. Alla collega Bianchi facciamo un solo appunto: a noi sembra che parole come quelle del senatore Marino, che l'ha definita 'un problema oggettivo per il Pd, siano sintomo di leninismo ancor più che di qualunquismo. Detto questo, la nostra solidarietà è piena e totale.
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