Lodo Alfano, Corte smentisce se stessa e Napolitano

Le sentenze si rispettano, ma possono essere criticate. E in questo caso deve essere criticata durissimamente. Si tratta infatti di una sentenza sconvolgente, nel senso letterale del termine poiché sconvolge i precedenti orientamenti della Corte Costituzionale. E' cioè sconvolgente rispetto alla sentenza del 2004 sul lodo Schifani, che viene radicalmente contraddetta e il cui estensore, giova ricordarlo, è attualmente il presidente della Consulta. Ed è sconvolgente riguardo alle valutazioni del presidente Napolitano, rese note al momento di autorizzare la presentazione alle Camere del lodo Alfano, all'atto della promulgazione, e ribadite in risposta alle polemiche inscenate sul sito di Beppe Grillo. A giudizio del Capo dello Stato, rispetto all'esame che ad egli compete, il lodo Alfano era 'risultato corrispondere ai rilievi formulati' dalla Corte, la quale (osservava sempre il Quirinale) 'non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale', e giudicò 'un interesse apprezzabile' la tutela del bene costituito dalla 'assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche'. Alle istituzioni di garanzia più che a chiunque altro compete assicurare la certezza del diritto e la coerenza dei propri deliberati. Il rischio, in caso contrario è che questa garanzia si affievolisca e non venga più percepita come tale dalla maggioranza del Paese.

07/10/2009