Riforme, gli spiragli dell'opposizione diventino reali aperture

Il Manifesto

 

Senatore Gaetano Quagliariello, si parla di riforme condivise con l'opposizione anche in tema di giustizia. D'Alema ha detto che Berlusconi potrebbe governare anche da condannato e lei dice di apprezzare. Allora perché non lasciate semplicemente che i processi proseguano?
"Se ci fosse una consolidata visione garantista, che fa valere solo le sentenze passate in giudicato, sarebbe giusto fare così. Ma in Italia ci sono ampie frange che considerano il potere eletto comunque illegittimo o frutto di una storia deviata. Questo è stato il Paese in cui il padre della patria Alcide De Gasperi è stato a lungo considerato un servo degli americani, o quello in cui si è affermata la teoria del doppio Stato. E' stato il Paese del dramma di Moro. Per il fatto che la Corte costituzionale ha dato un parere sul lodo Alfano, il clima è diventato tanto incandescente da portare ai fatti di Milano. E' credibile che in Italia una sentenza di primo grado non venga assunta come elemento di delegittimazione? Io ritengo di no".
E' possibile modificare o cancellare la legge sul processo breve in vista di un accordo con Pd e Udc?
"Il processo breve, che preferirei chiamare «giusto tempo per il processo» ha in sé due valenze. Una è sistemica, indispensabile nel momento in cui, anni fa, si è stabilito che i processi troppo lunghi devono essere risarciti. C'è poi il problema di supplire allo scudo per le alte cariche, per evitare che il processo politico possa essere influenzato dal processo giudiziario e viceversa. Se si arrivasse all'approvazione del legittimo impedimento, questa seconda valenza verrebbe a cadere. E il processo breve potrebbe essere configurato solo come una legge di sistema".
Dove avviene l'accordo? Si cambia tutto alla camera?
"Il processo breve è una legge parlamentare, quindi io non escludo che ci siano delle modifiche già nel passaggio al Senato. Se poi, evidentemente, ci sarà un'altra legge come il legittimo impedimento che scarica il processo breve di alcune esigenze, la Camera ne terrà conto ulteriormente".
E il Lodo costituzionale?
"Il legittimo impedimento ha una scadenza. Io penso che presto, molto presto, presenteremo un lodo Alfano costituzionale che tenga conto dei rilievi dell'ultima sentenza della Corte".
A questo punto, non sarebbe meglio tornare alla legge sull'immunità parlamentare?
"Il Lodo è assolutamente funzionale all'esigenza di raffreddare il processo e tenerlo a riparo dalle interferenze di carattere politico. Lo conferma il caso Chirac in Francia, che ora, passato l'incarico, sta subendo il processo come un normale cittadino. E' possibile poi che questa norma possa far parte di una più ampia riforma costituzionale, in cui si parli di forma e sostanza dell'esecutivo e delle modifiche da apportare al bicameralismo perfetto. Ma per far questo gli spiragli dell'opposizione devono diventare delle reali aperture. Bisogna che le rose fioriscano".
Sul Lodo rischiate il referendum.
"Ritengo che su questa norma sia possibile affrontare il referendum perché ritengo che il Paese sia in grado di comprendere il problema. E' evidente che questa è una proposta aperta e che se si arriva ad un accordo più complessivo con l'opposizione, potremmo evitare il referendum e fare una riforma più ampia".
In sostanza, basta che non facciano ostruzionismo, come ha fatto capire D'Alema?
"In politica esistono dei ruoli e questi ruoli graduano anche le responsabilità. C'è modo e modo di opporsi e anche questo sarà tenuto in considerazione".
19/12/2009
Visconti