Voto estero: fallimento della legge, avviare seria riflessione

La giusta esigenza di dare voce e rappresentanza alle comunità italiane all'estero non deve sottrarci alla responsabilità di valutare gli esiti della normativa elettorale che ne regola l'espressione. A distanza di pochi anni, e dopo due tornate elettorali politiche che per quanto riguarda le procedure adottate nelle sterminate circoscrizioni estere hanno fatto registrare situazioni critiche, non possiamo esimerci dal parlare di fallimento. E' giusto dunque avviare una seria riflessione: lo dobbiamo alla moralità della rappresentanza politica; lo dobbiamo alle comunità italiane nel mondo che hanno il diritto di eleggere con rigore, trasparenza e meccanismi certi i propri rappresentanti in Parlamento; lo dobbiamo anche ai parlamentari eletti all'estero, perché i tanti prescelti dai cittadini con serietà e trasparenza non meritano di essere oggetto di pregiudizio a causa di una normativa che evidentemente non è in grado di dare sufficienti garanzie. Interroghiamoci sul tema, per valutare cosa si debba correggere nei meccanismi di elezione nelle circoscrizioni estere, e se i margini possibili di miglioramento nella normativa siano sufficienti ad evitare di dover rinunciare.

26/02/2010