In Puglia persi troppi elettori. Abbiamo sbagliato, ora si cambia

Repubblica

La nuova giunta di Nichi Vendola appare ormai decisa. Il Partito democratico continua a litigare. Nel Pdl pugliese cosa sta accadendo, senatore Gaetano Quagliarello?

"Accade che il nostro partito deve cominciare a fare i conti con una sconfitta. Una sconfitta chiara, in alcune città chiarissima".

Perché avete perso?

"Abbiamo pensato di poter vincere anche dividendoci. Quando invece bisognava trovare a tutti i costi un' intesa. Ritengo sia stato un grave errore cercare prima per così tanto tempo un' intesa con l' Udc per poi chiudere le porte proprio alla vigilia di un possibile accordo. L' Udc praticamente soltanto in Puglia non ha fatto una scelta bipolare. Ne abbiamo pagato le conseguenze".

Quelle porte le ha chiuse il ministro Raffaele Fitto, imponendo come candidato presidente Rocco Palese.

"Questo nonè il tempo delle discriminazioni, delle diffidenze o delle crociate. È il tempo di dimostrare con i fatti che il Pdl sa fare politica anche qui in Puglia".

Cosa dovreste fare allora?

"Innanzitutto mettere in discussione una serie di status quo. I risultati sono stati chiari, abbiamo perso quando avremmo potuto vincere. C' è bisogno di una nuova vitalità del Pdl, di una svolta senza cercare le teste di nessuno. Questo è il momento di stare tutti insieme".

Cosa dovrebbero fare secondo leii due coordinatori Antonio Distaso e Francesco Amoruso?

"Non è il primo dei nostri problemi. Al Pdl pugliese serve una classe dirigente ampia e di livello. Penso che i nostri coordinatori dovrebbero presentarsi al direttivo come elementi di garanzia nei confronti di tutte le componenti del partito. Sarebbe fortemente contraddittorio fare una battaglia contro le correnti a livello nazionale e crearle qui in Puglia".

Lei continua a non fare nomi.

"Non servono i nomi per far ripartire il Pdl ma le iniziative politiche. C' è bisogno di un nuovo entusiasmo, un partito che sappia fare tesoro degli errori e dare l' impressione di essere un universo aperto. E non chiuso come a volte è stato fino a ora".

Qual è la sua ricetta?

"Bisogna avere il coraggio di rischiare e dire qualcosa fuori dagli schemi ammiccando a chi non vota per noi. In questi anni ci siamo fatti scippare dal centrosinistra grosse fette di elettorato moderato. Dobbiamo riprenderli".

Come?

"Parlando di giovani. Puntando su iniziative concrete. Costruendo un' opposizione seria che faccia venire fuori il reale disastro dell' amministrazione Vendola. E poi Bari: oggi c' è bisogno di un' attenzione particolare al capoluogo".

A Bari, in consiglio comunale, hanno messo in discussione il capogruppo "finiano".

"Io di correnti che fanno capo a Gianfranco Fini ancora non ne vedo. Se nascessero sarebbe un problema perché il Pdl è un partito del popolo e non di correnti. Detto questo è assurdo pensare che all' interno di un partito non ci debbano essere idee diverse, significherebbe non crescere. È giusto che anche un leader vada a volte in minoranza".

Vendola è ormai il padrone politico della Puglia.

"Vendola è un uomo coraggioso. Ha vinto, nel suo peggior momento politico, grazie a Massimo D' Alema che lo ha trasformato in Davide contro Golia. E ha vinto grazie ai nostri errori, nascondendo così una serie di errori della sua giunta. A partire dalla sanità. Ma non solo. Noi del Pdl in questo momento abbiamo il dovere di combattere il suo meridionalismo, fatto di spesa e assistenzialismo magari nascosto da accattivanti messaggi come Bollenti spiriti. Il Sud ha bisogno di temi concreti come la sicurezza, la fiscalità di vantaggio e le infrastrutture".

Le stesse che, secondo Vendola, il governo Berlusconi e il ministro Fitto stanno negando «per ripicca» alla Puglia con la suddivisione dei fondi Cipe. "Nessuna ripicca. Oggi al Pdl serve rivendicare il lavoro fatto in temi importantissimi, come la sicurezza. E lavorare di più su provvedimenti ancora insufficienti, come sul meridionalismo. È una partita aperta. Che possiamo e dobbiamo vincere".

Giuliano Foschini

26/04/2010
Visconti