Mafia, Cicchitto-Quagliariello: nel '92-'93 sinistra destinata al potere

Poiché vi è chi continua a insinuare a carte coperte - non ultimo il senatore Zanda ieri sera - preferiamo rispondere a carte scoperte. Cominciando con una questione di metodo: è singolare che sulle stragi e sulle bombe del '92-'93 si addebiti l'onere della verità al governo in carica come fosse un capo di imputazione e si accetti supinamente che il presidente del Consiglio allora in carica abbia aspettato diciassette anni per denunciare i suoi sospetti di pianificazioni golpiste.

Assai meglio altri altissimi esponenti istituzionali dell'epoca, che oggi invitano a non confondere i ruoli e a non spacciare per verità giudiziarie suggestioni di altra natura". Lo dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato, entrambi componenti del Copasir.

"Quanto al clima di quegli anni, quale fosse la parte politica destinata a prendere il potere sulle macerie di Tangentopoli lo si evince chiaramente dai dati storici: a cominciare da quelle amministrative del '93 che, ad esempio, videro Palermo decretare un plebiscito a favore di Leoluca Orlando Cascio, Catania e Torino mandare al ballottaggio due candidati di sinistra, e Milano portare fino al secondo turno un altro candidato della Rete. Nel ‘92-‘93 c'era una parte politica che aveva isolato e tentato di delegittimare Giovanni Falcone, che era tanto forte da poter determinare l'elezione di un presidente della Repubblica sull'onda emotiva delle stragi di mafia, e che era universalmente considerata una 'gioiosa macchina da guerra' destinata alla vittoria e al potere. Un quadro documentato ben più concreto e reale di fumose 'preveggenze' su forze 'in via di formazione' di cui neanche la più spregiudicata mistificazione riuscirà a retrodatare la nascita e a infangare la genesi.

Noi non siamo appassionati quanto i nostri avversari di dietrologie e trattative, ma se dietrologia deve essere - concludono Cicchitto e Quagliariello -, almeno si rispettino i fatti e la loro sequenza inconfutabile.

 

31/05/2010
Visconti