In difesa di un diritto: la privacy

La dignità della persona, le regole della convivenza civile, la potenziale deriva orwelliana del nuovo mondo tecnologico. Appello fogliante in difesa del principio liberale (e costituzionale) della riservatezza delle comunicazioni.

La legge sulle intercettazioni, affidata alla dialettica politica e parlamentare, è controversa. La nostra opinione è che non debba essere offuscato o marginalizzato, nel conflitto intorno al testo di legge, il principio liberale e costituzionale della riservatezza delle comunicazioni, perno della privacy.

Gridare “intercettateci tutti”

-          Significa dimenticare il massacro di umanità che si è compiuto nel corso del Novecento per la pretesa del potere di interferire nelle vite degli altri, e gravemente sottovalutare la potenziale deriva Orwelliana del nuovo mondo tecnologico

-          Significa ritenere che lo Stato possa ogni cosa, anche penetrare nei luoghi più reconditi e sacri del privato, calpestando quella dignità della persona su cui devono fondarsi leggi e regole della convivenza civile

-          significa cancellare l’articolo 15 della nostra Costituzione, che sancisce il diritto alla riservatezza

la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione fu considerata dai Costituenti inviolabile. Bisogna salvaguardare l’efficienza delle indagini penali contro ogni forma di criminalità e la la libertà della stampa e degli altri mezzi di comunicazione di massa. Non c’è mobilitazione che possa svolgersi nel disprezzo di questo basilare diritto del cittadino.

Pierluigi Battista, Alessandro Campi, Francesco Cundari, Raffaele La Capria, Roberta Mazzoni, Piero Ostellino, Angelo Panebianco, Giampaolo Pansa, Andrea Romano, Susanna Tamaro

Tratto da Il Foglio

 

17/06/2010

Grazie. Mi auguro che lanci

Grazie. Mi auguro che lanci presto una raccolta firme aperta a tutti per sostenere il percorso della legge.