Nasce la Consulta italiana per il Ppe, con la benedizione del Pdl e dell'Udc. Promotore dell'iniziativa (che ha avuto il suo battesimo a Roma, a Palazzo Wedekind) è Riccardo Conti, senatore pidiellino. Il nuovo organismo vuole essere una sorta di “ponte” tra le due formazioni politiche, unite nel Ppe ma su fronti opposti in Italia. A portare il saluto dell'Udc è stato Rocco Buttiglione, presidente del partito di Casini: ''Con il primato della politica europea c’è inevitabilmente il rilancio del protagonismo del Ppe. Questo pone a tutti noi (all'Udc, al Pdl e quanti si rifanno alla famiglia popolare europea) l'obbligo di un dialogo più intenso sui principi fondamentali, sui valori e sugli orientamenti di fondo''.
Secondo l’esponente centrista “porsi adesso il problema se da questo possano scaturire delle conseguenze per il fatto politico italiano è sicuramente prematuro e sarebbe probabilmente il modo migliore di far abortire questa iniziativa della Consulta Ppe, senza ricavare invece i vantaggi che ne possono derivare per la qualità del dibattito pubblico italiano''. Nel suo intervento il vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello ha sottolineato che “sarebbe un errore confinare questa iniziativa in uno spazio esclusivamente culturale, è importante coinvolgere anche i partiti”.
Il presidente onorario di “Magna Carta”, ha ricordato che la Fondazione ''non è mai stata nemmeno sospettata di essere una corrente, e questo per una fondazione non è poco”, quindi ha evidenziato che ''il Pdl ha preso a modello il Ppe e ne ha recepito i principi nella sua Carta dei valori''e ha parlato dell'idea che si possa riunire in Italia ''i partiti, le fondazioni, le organizzazioni, le persone che fanno riferimento al Partito popolare europeo e ai suoi principi''.
Per il vicepresidente dei senatori Pdl questo obiettivo ''è avvicinato dal fatto che i temi fondanti del popolarismo europeo, che costringono ad andare d'accordo anche persone che si trovano alla maggioranza e all'opposizione (penso al confine tra la vita e la morte), sono sempre piu' importanti nell'agenda politica”, tuttavia è ostacolato ''da un sistema istituzionale che in senso materiale ha subito profondi mutamenti giungendo a configurarsi di fatto come un governo di gabinetto, mentre formalmente e' ancora ancorato a un modello differente''. Una sfasatura, ha osservato Quagliariello, che “ostacola la riunione della famiglia del Ppe in Italia''.
Quanto alla neonata Consulta, la considera ''uno spazio importante per parlare di ciò su cui siamo d'accordo ma anche di quello che ci divide. E sono convinto che se ci fosse stato un ambito nel quale confrontarsi sulla dignità della persona e approfondire da questo punto di vista il tema delle intercettazioni, qualcosa sarebbe stato diverso rispetto al posizionamento di alcuni su questo argomento'', ha concluso, riferendosi all’attualità.