Basta polemiche, e con la vicenda Brancher alle spalle, il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello invita partito e maggioranza a sciogliere i nodi che restano aperti in Parlamento. A cominciare dal ddl sulle intercettazioni.
Senatore, alla Camera ricomincla l'esame sul ddl Intercettazioni. Che ne pensa?
"Evidentemente c'è un problema politico, non è questione di approfondimenti".
In che senso?
"La materia, per quanto complessa, è stata sviscerata in tutti i suoi aspetti. Da una parte c'è il diritto alla riservatezza uno dei quattro pilastri fondamentali sanciti dalla Costituzione - dall'altra il diritto di cronaca, quindi le esigenze delle indagini e, ancora, le prerogative costituzionali a tutela degli imputati. E con il lavoro fatto fin qui certo non si può dire che non si sia tenuto conto di tutti gli aspetti".
Sta dicendo che queste audizioni sono inutili?
"Superflue, direi, e anche eccessivamente orientate".
Perché?
"Sento dire che saranno ascoltati giornalisti e magistrati. Sarebbe stato stilisticamente più apprezzabile se si fosse pensato anche alle vittime, cioè a chi ingiustamente accusato in base alle intercettazioni poi è stato scagionato e riconosciuto innocente con tanto di sentenza, o a chi era del tutto estraneo ai fatti contestati eppure si è ritrovato una vita privata massacrata".
Lei chi avrebbe suggerito di sentire?
"Penso a tanti nomi: ci sto preparando un dossier. E non penso a nomi eclatanti. Quante volte si è detto: questa legge difende i potenti. No, penso a tanti cittadini anonimi e normali che si sono visti violare nel proprio diritto alla riservatezza".
Come se ne esce?
"Bisogna trovare un punto di equilibrio".
Prima dell'estate?
"Vedremo, c'è un problema politico da risolvere. Certo, di tempo ne è passato e sarebbe auspicabile che si arrivi alla conclusione, tenendo presente che da poco la legge sulle intercettazioni ha compiuto già il secondo compleanno".
Accelerare, dunque: ma così, come rileva Fini, non si finisce con il gettare sul Pdl sospetti dl voler passare all'incasso perché si ha qualcosa da nascondere?
"Certo, dobbiamo fare un esercizio di grande pazienza, ma la maggioranza al termine ha il diritto di scegliere. E aggiungo due cose".
Prego.
"Sbaglia chi ritiene che siccome la materia è controversa va eliminata dall'agenda. E poi: la minoranza che chiede spazi e dibattiti interni non può arrivare al paradosso per cui il dibattito alla fine non valga nulla".
Capitolo Csm: c'è chi grida all'inciucio tra Pdl e Udc. Come risponde?
"Non c'è nessun inciucio. In futuro ci possono essere delle candidature delle quali evidentemente si terrà conto. Ma ritengo che parlaie della vice-presidenza o di altro, prima che le consultazioni siano avviate, rischi di dare il via ad un dibattito del tutto falsato. Piuttosto, lo sforzo deve essere teso verso una riforma della magistratura. Noi non siamo contro i magistrati, ma solo contro quella minoranza di magistrati che usano il loro lavoro per scopi politici".
Corrado Castiglione