Gaetano Quagliariello, capogruppo vicario dei senatori del Pdl, fa in qualche modo il controcanto alle tesi sostenute dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Coglie in alcuni passaggi il rischio che si generi confusione tra legalità e giustizialismo, e che un certo interventismo del capo dello Stato, più che legittimo, finisca però con il diventare una sorta di presidenzialismo innovando così la Costituzione.
Come valuta l'intervento del Quirinale a proposito delle “squallide consorterie” emerse dalla lettura delle intercettazioni?
“La notazione del Quirinale è una notazione di carattere estetico. Del resto io credo che sia importante in questo Paese riaffermare la differenza tra legalità e giustizialismo. Per fare questo è necessaria una giustizia rapida, essenziale, sobria e che eviti però giudizi sommari, soprattutto che sappia distinguere nella posizione delle differenti persone che sono coinvolte, non servono i teoremi. Sotto questo aspetto, da un punto di vista metodologico, sarebbe meglio che chi ha incarichi istituzionali eviti giudizi che hanno motivazioni effettive ma che di fatto possono portare a confondere legalità con giustizialismo come altre volte è accaduto in Italia”.
Napolitano sollecitava anche il Parlamento a eleggere i membri laici del Csm perché non è più tollerabile il ritardo.
“Dal punto di vista dei rapporti istituzionali noi abbiamo fatto un passo importante e decisivo con la candidatura di alto profilo come quella di Annibale Marini. E non è una candidatura contrapposta ad altre. È una candidatura che si offre alla libera valutazione del Parlamento e successivamente del Plenum. E serve a ribadire due cose che sono pregiudiziali. La prima è che il Parlamento non è la controparte dei togati, quindi non c'è da fare una trattativa tra parlamentari e togati. La seconda è che non deve esistere una conventio ad excludendum. Insomma, tutti sono eleggibili alla carica di vicepresidente. Tuttavia sarebbe grave se esistesse una conventio ad excludendum nei confronti di membri parlamentari, indicati da una parte. Qualora ciò avvenisse esisterebbe una sorta di collateralismo tra la magistratura e una parte del Parlamento, e il potere giudiziario snaturerebbe la sua funzione”.
Legge sulle intercettazioni, il presidente esclude che ci siano state interferenze.
“Il ruolo del Quirinale è di controllo, di sollecitazione e di moral suasion. Però non deve trasformarsi in un interventismo che poi porterebbe a una sorta di presidenzialismo di fatto. Io, chiarisco, sono favorevole al regime presidenzialista ma questo deve essere regolato. Non vorrei che in Italia si stabilisse una sorta di presidenzialismo concesso al presidente della Repubblica, al presidente della Camera ma non al presidente del Consiglio, l' unico che interpreta la sovranità popolare che avrebbe però minore rilievo degli altri due...”.
E sulle intercettazioni quale è stato il rapporto con Napolitano?
“Credo che su questa materia sia stata esercitata una moral suasion, in modo corretto, e allo stesso modo, correttamente, la maggioranza ne ha tenuto conto correggendo il testo della legge, perché è meglio arrivare a un risultato, dal suo punto di vista, parziale piuttosto che andare incontro a un probabile rinvio alle Camere del progetto, con un allungamento ulteriore dell' iter parlamentare”.
E la sollecitazione sulla manovra economica?
“Ripeto: se siamo nell' ambito della sollecitazione e della moral suasion questi sono ambiti propri. Ma è altrettanto auspicabile - e sono certo che sia questo lo stesso convincimento del Quirinale - che questi ambiti non si amplino eccessivamente. Ed è evidente che non tutte le sollecitazioni devono essere per forza di cose condivise. In ogni caso questa è stata una manovra dura, e gli ammortizzatori sociali a favore dell' occupazione fatti in Italia sono misure che sono molto più efficaci di quelle adottate da altri Paesi, anche da Paesi a guida socialista”.
Fuccaro Lorenzo