"Napolitano è leale, non farà sgambetti"

La Stampa

di Amedeo La Mattina

Gaetano Quagliariello, capogruppo vicario dei senatori Pdl, non teme sgambetti da parte del Capo dello Stato. "Siamo certi della lealta' del presidente della Repubblica, c'e' pero' un problema teorico. Walter Bagehot, il più grande teorico della democrazia parlamentare, ci ha spiegato che essa si basa su un sistema di pesi e contrappesi. Il peso è la sovranità del popolo, fra i contrappesi vi sono le prerogative del re o del presidente della Repubblica. Ma se il peso si depotenzia o viene messo fuori gioco, i contrappesi potrebbero correre il rischio di trasformarsi in poteri irresponsabili. Dunque, un governo varato esclusivamente per effetto dell'azione dei contrappesi, ancor più che essere incostituzionale fa a pugni con l'idea stessa della democrazia parlamentare".
 

Allora teme che, in caso di crisi del governo, al Quirinale ci possa essere un "potere irresponsabile"?
"Il mio è un ragionamento teorico e come tale va considerato".

Per i prossimi giorni è previsto un vertice con Berlusconi al quale lei parteciperà. Tuttavia ancora non avete scritto i punti del programma su cui chiedere la fiducia. Vi fermerete alla valutazione generale sulla possibilita' di recuperare Fini?
"Non mi sembra il tempo di valutazioni generali. Questo è il tempo dei programmi precisi e degli impegni obbliganti. Questo governo è stato uno dei migliori della storia repubblicana. Ha fatto cose importanti e ha tenuto la barra dritta nella crisi più grave che il mondo ha attraversato dal 1929. Deve andare avanti con la stessa forza dimostrata in questi anni: di questo il Paese ha bisogno. E non consentirà che, attraverso vaghezze o superficialità, si sviluppi un’azione di consunzione con lo scopo di trasformarlo in un governo dimezzato o, peggio, in un governicchio".

Per evitare la rottura definitiva, Berlusconi si è posto il problema di consultare Fini o un uomo di sua fiducia prima di scrivere questi punti programmatici? Oppure sarà una proposta "prendere o lasciare"?
"Io credo che bisognerà parlare innanzitutto ai singoli parlamentari e alla loro coscienza. Ricordare loro gli impegni assunti con gli elettori e chiedere loro di pronunciarsi su scelte precise".

Ci sarà il processo breve che Fini non gradisce?
"Verrà certamente compresa la necessità di contrastare la possibilità che un uso della giustizia strumentale, da parte di una minoranza di magistrati che utilizzano la toga come arma impropria, condizioni gli esiti della democrazia italiana. È una storia che va avanti dal ’94. E' una storia che tutto il centrodestra dovrebbe ben conoscere…".

Alcuni finiani sostengono che andrebbe discussa la politica estera dell'Italia considerata troppo vicina a Putin e Gheddafi. Una richiesta legittima o una provocazione?
"E' una richiesta che sconta la non comprensione di come è cambiato il mondo dopo la fine della Guerra Fredda. Quelle vicinanze, infatti, s’inseriscono in un quadro di fedeltà atlantica senza se e senza ma. Cosa che, quando vi provarono Gronchi, Fanfani e anche Craxi non era possibile. Ed è proprio questa caratteristica che oggi dà forza e originalità alla politica estera italiana".

19/08/2010
Visconti