Elezioni? Le provoca chi non rispetta il mandato elettorale

di Marina Nemeth

Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del PdL al Senato, una tregua con i finiani o un ultimatum? Se il governo non ottiene la fiducia sui cinque punti della mozione si va alle urne?
"Il problema non e' il rapporto tra noi e i finiani, ma l'interesse del Paese, che in questa fase ha bisogno di un governo in piena efficienza, basato innanzi tutto sulle forze che hanno vinto le elezioni. Lo impone il senso comune oltreche' il rispetto della sovranita' del popolo. Io penso che bisogna fare il possibile per evitare le elezioni. Bisogna persino inventarlo, il possibile. E con una mozione che definisce con chiarezza gli obiettivi da qui a fine legislatura ci stiamo provando. Nessuno, pero', dovrebbe proporsi l'impossibile, perche' lo farebbe contro l'interesse del Paese. Se non c'e' un vero governo in grado di operare con tutti i suoi mezzi, allora meglio tornare di fronte agli elettori".

Gli esponenti del gruppo di Futuro e Libertà hanno già dichiarato che sui cinque punti della mozione voteranno la fiducia. Tanto rumore per nulla, come dice Bocchino?
"Nello scrivere la mozione saremo ancora più precisi e incalzanti perche', a dirla tutta, non vorrei che quel 5% di disaccordo fosse una variabile da applicare a seconda dei casi a tutti i provvedimenti seri ai quali il governo tiene, per continuare l'opera del suo logoramento. Per questo, e' necessario esigere serieta' dai finiani, ma e' necessario anche non guardare solo a loro".

Restano però sul tappeto i provvedimenti della discordia. Processo breve, nuovo lodo Alfano, intercettazioni. Alcuni finiani hanno già messo le mani avanti.
"Resta da sciogliere un nodo preliminare: il rapporto tra politica e giustizia. Noi riteniamo che dal '94 vi e' stato un pervicace tentativo da parte di una minoranza della magistratura di determinare gli esiti del confronto politico attraverso una sentenza di condanna contro Berlusconi. E' da questa persistente minaccia che vorremmo difendere il sistema politico italiano con un sistema di garanzie che tuteli la politica ma anche quella stragrande maggioranza di magistrati che compiono ogni giorno il loro dovere tra tante difficolta'. Queste consapevolezze dovrebbero far parte di una storia comune, visto che l'abbiamo vissuta insieme dal '94. E invece, a volte, sembra che Fini e i finiani siano appartenuti a un altro mondo".

Non temete nuove frizioni nel momento in cui si andrà a discutere i singoli provvedimenti, come la ragionevole durata dei processi?
"Si', le temiamo. Per questo faremo uno sforzo di precisione nello scrivere la mozione e, soprattutto, ci rivolgeremo a tutto il Parlamento e non solo ai membri di Fli. Il governo, insomma, se vuole andare avanti deve essere autosufficiente".

Una nuova coalizione che si regga su forze diverse è possibile? A quali condizioni?
"Nel corso di una legislatura possono succedere tante cose, e per questo nessuno mette in discussione le prerogative dal Capo dello Stato, previste per fronteggiare questi momenti. Non puo' succedere pero' che chi ha vinto le elezioni si trovi all'opposizione e chi le ha perse conquisti il governo. Per questo, più che un cambio di coalizione io penso sia possibile un allargamento della maggioranza, e mi sembra, da quanto ho letto, che in questo stesso senso si sia espresso Casini".

Qualcuno ipotizza che anche il premier tema, soprattutto dopo la conta dei voti al senato, il ritorno alle urne.
"Non e' questione di aver paura. Una competizione elettorale e' sempre un'incognita ed e' bene non dare nulla per scontato. Io credo pero' sia necessario dimostrare agli elettori, prima di parlare di ritorno alle urne, di aver fatto tutto il possibile affinche' il governo possa mantenere una sua efficienza. E' invece paradossale, quasi comico, che di fronte alla crisi della maggioranza sia l'opposizione a temere il voto e a proporre le soluzioni più strampalate pur di evitarlo".

In particolare sembrerebbe preoccuparlo l'avanzata della Lega. Circolano sondaggi secondo cui, in caso di elezioni, la maggioranza terrebbe ma il pdl potrebbe cedere alla lega fino a 60 parlamentari.
"Non ho visto sondaggi cosi' trionfanti per la Lega e catastrofici per noi, ma non c'e' dubbio che al Nord vi e' tra di noi una concorrenza naturale che se portata avanti correttamente e' un punto di forza per la coalizione".

23/08/2010
Visconti