L'antimafia dei fatti

I fatti nella lotta alla criminalità organizzata stanno nei dati degli arresti di pericolosi boss e latitanti ma anche in un nuovo modus operandi che il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano richiama alla Summer School di Frascati parlando del 'modello Caserta'. L'occasione è la tavola rotonda insieme al presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri e il procuratore capo di Bari Antonio Laudati, moderata da Massimo Martinelli, giornalista de Il Messaggero.

Il modello Caserta muove da un concetto: il costante collegamento tra Viminale e territorio con una fitta rete di interscambio di informazioni, confronto e proposte con i magistrati e gli uomini delle forze dell’ordine che operano nelle realtà da bollino rosso. La presenza dello Stato (“insieme al ministro Maroni una volta al mese siamo a Caserta”, spiega Mantovano) e l’opeatività di fronte ai problemi che emergono è il mix vincente, quello che per la prima volta sta dando risultati tangibili. Al punto che il modello Caserta – rivendica con ogorglio il sottosegretario all’Interno – oggi “viene applicato a Palermo, Bari e Reggio Calabria”. Altra cosa è “l’antimafia delle chiacchiere, quella dei cosiddetti professionisti dell’antimafia. Fino a qualche tempo fa si trovavano solo a sinistra, oggi siamo alle prese con il fuoco amico”.

Rispondendo alle domande dei ragazzi Laudati sottolinea che il carcere ''non può essere l’unica risposta. Il carcere davvero redime il condannato? Sappiamo che è una delle ipocrisie di oggi. Le sanzioni patrimoniali vanno molto meglio; vanno oltre, hanno una funzione simbolica". Il riferimento diretto sta in un’immagine emblematica: “La gente che passava sotto la casa di un boss con timidezza, con gli occhi bassi, un giorno vede lo stesso edificio trasformato in scuola o in una caserma e questo è un tangibile risultato positivo che assume un forte significato simbolico molto più del sapere che quel boss sta in galera e forse ci resterà poco.

La casa di Provenzano a Corleone oggi è la sede di una cooperativa agricola. E i beni dei boss, per la prima volta, sono finiti nella cassaforte dello Stato.

09/09/2010
Visconti