Fini ha abbassato le ali. Sembra passato un secolo da Mirabello

La Repubblica

di Liana Milella

E' un Fini "con le ali abbassate" quello che vede Gaetano Quagliariello, il vicecapogruppo del Pdl al Senato, uno dei berluscones che non mancano mai in via del Plebiscito. Pronto a dire che ora per i finiani "sarà più difficile aggredire il premier".

Ha visto il messaggio di Fini? La sua impressione?

Mi è sembrato che fosse passato un secolo da Mirabello. Non qualche settimana. Ci sono tante cose che non condivido, ma non c'è più traccia di prosopopea, nè voglia di dare lezioni.

In che senso non è più Mirabello?

Non vi sono più certezze, non vi è più la presunzione di essere il custode unico della moralità e sono scomparse le provocazioni nei confronti di Berlusconi e del Pdl.

Vede un Fini in difficoltà?

Io non faccio processi alle intenzioni. So però che da allora è andata avanti un'inchiesta giornalistica, che si può ritenere opportuna o meno, ma che è basata su fatti e non è certamento un'azione di dossieraggio, come pure è stato detto. E mi sembra che lo stesso Fini abbia ammesso che i fatti di questa inchiesta siano quanto meno verosimili.

Se Fini offrisse le dimissioni qualora la società off shore risultasse del cognato, voi le accettereste?

Per noi è esistito anzitutto un altro problema. Un presidente della Camera può ovviamente fare politica. Più difficilmente può farla come capo partito. Non può in nessun caso, come è accaduto a Mirabello, negare l'esistenza del partito di maggioranza relativa. Se il presidente di un ramo del parlamento avesse negato l'esistenza politica del Pd, avremmo avuto le piazze stracolme e richieste di dimissioni immediate.

Ma Fini si deve dimettere?

Noto una contraddizione: nella prima parte del messaggio lui fa coincidere il giudizio etico e quello penale, come se la moralità fosse attestata da una sentenza. Ma nel riconoscere l'eventualità di sue dimissioni nel caso si accertasse la proprietà della casa, ammette implicitamente ciò che ha cercato disperatamente di negare. Che esiste una dimensione morale indipendente da qualsiasi fattispecie giudiziaria. E rispetto a questa ognuno fa le sue valutazioni guardando alla propria coscienza e alla valenza politica dei propri atti.

Ora che succederà? Accetterete i voti dei finiani sul discorso del premier?

La preoccupazione di guardare soprattutto ai problemi del paese, ricordata in chiusura da Fini, è proprio quello che Berlusconi e il Pdl hanno sempre avuto come bussola anche in questi mesi di crisi. Dopo questo discorso, sarà più difficile aggredire il premier, come alcuni esponenti di Fli hanno ripetutamente fatto per mesi. E all'interno dei finiani ora la componente moderata da stasera è più forte.

Sì, ma il governo?

Vedremo dopo il 29 e il 30. E' possibile prevedere che i voti a favore saranno di più di quelli raccolti al momento del suo varo. Se ciò si verificasse sarebbe logicamente e politicamente impossibile ritenerlo in difficoltà.

26/09/2010
Visconti