Dal resoconto stenografico della seduta n.145 del 9 febbraio 2009 - Legislatura 16°
Intervento su questioni pregiudiziali e sospensive.
QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente, oggi in quest'Aula si chiude un cerchio che in questa stessa Aula si è aperto dopo quella che è stata impropriamente chiamata la sentenza della Corte di cassazione. Ha ragione il collega D'Alia quando afferma che trattasi di un procedimento di volontaria giurisdizione. Tutti noi ricorderemo che siamo stati chiamati, prima della pausa estiva, a discutere di un possibile conflitto di attribuzione e che la nostra proposta è stata giudicata irricevibile dalla Corte costituzionale. Noi notavamo che in quella sentenza, in quel procedimento di volontaria giurisdizione, vi fossero almeno tre princìpi che fuoriuscivano dal nostro ordinamento e che per questo motivo quell'atto non giungeva soltanto a coprire un vuoto normativo, ma faceva molto di più. Innanzitutto, fissava la possibilità di ricostruire la volontà su base indiziaria, riferendosi a dichiarazioni e addirittura a stili di vita. Stabiliva inoltre che idratazione e alimentazione debbano considerarsi cure, contravvenendo in questo modo non solamente a quella che è un'acquisizione della maggioranza della scienza medica, ma anche a un dato di civiltà, in rispetto del quale in Occidente acqua e cibo non si negano nemmeno alle piante o ad altri esseri vegetali. (Applausi dal Gruppo PdL). Infine, invertiva l'onere della prova, affermando che il medico può intervenire solo in caso di consenso informato. Dunque, sulla base dei due princìpi precedenti, se non c'è o non si ricostruisce un atto che consente idratazione e alimentazione, il medico ha le mani legate. Signor Presidente, vorrei far notare anche ai colleghi che nessuno dico nessuno dei provvedimenti che sono stati presentati sul tema del fine vita, neanche quelli più distanti dai convincimenti di chi parla, avrebbe consentito ciò che sta accadendo a Udine.
PERDUCA (PD). Leggili tutti e dodici! Leggili meglio!
PRESIDENTE. Senatore Perduca, lasci parlare il senatore Quagliariello.
PERDUCA (PD). È un'osservazione errata!
QUAGLIARIELLO (PdL). È anche per questo che siamo convinti che questa vicenda - comunque si concluda - segnerà per anni la vita civile dell'Italia. (Applausi dal Gruppo PdL). Allora mi chiedo e chiedo ai colleghi dell'opposizione: veramente si pensa che il Parlamento possa rimanere estraneo? Veramente si pensa che, di fronte ad un atto che ha una siffatta profondità culturale e giuridica, i rappresentanti del popolo - quali noi siamo - possano astenersi dall'assumersi le loro responsabilità? Veramente si pensa che la politica possa essere messa da parte? (Applausi dai Gruppi PdL e UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, colleghi, abbiamo dovuto ascoltare tre non possumus per entrare nel merito e parlare di quell'atto di volontaria giurisdizione. Ci è stato detto di no, ma non nel merito, solamente per una questione di forma, quando abbiamo chiesto un conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale. È stato detto di no al procuratore generale, sempre senza entrare nel merito, quando ha messo in discussione alcune parti di quell'atto di volontaria giurisdizione. Infine, è stato detto di no quando il Governo si è preso la responsabilità di emanare un decreto. Questa è la verità ed è per questo che non vorremmo sentire più in quest'Aula il non possumus. Si è detto che in questa fase della discussione non dobbiamo entrare nel merito, ma il merito di questa vicenda e di quello di cui parleremo nelle prossime ore, signor Presidente, è che cosa considera ognuno di noi per vita e che cosa considera ognuno di noi per libertà. Non c'è, signor Presidente, nessun formalismo giuridico che può impedire ad un Parlamento di entrare nel merito di tali questioni. (Applausi dai Gruppi PdL e UDC-SVP-Aut). È per questo che riteniamo non solo sbagliato, ma anche vigliacco coprirsi dietro la Costituzione. Si discuta nel merito, ognuno si assuma le proprie responsabilità e si prendano determinazioni su un atto che segnerà la vita del nostro Paese per decenni. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP e UDC-SVP-Aut. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto: non metto in votazione nulla se non siete tutti seduti. Metto ai voti la questione pregiudiziale, presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bonino e da altri senatori, dalla senatrice Poretti e da altri senatori , dal senatore Perduca e da altri senatori, dal senatore Pardi e da altri senatori, e dal senatore Bianco. Non è approvata.
PERDUCA (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la questione sospensiva, presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bonino e da altri senatori, dalla senatrice Poretti e da altri senatori, e dal senatore Perduca e da altri senatori.
Non è approvata.
PERDUCA (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. La concedo, ma vi segnalo che lo scarto di poc'anzi è stato notevole. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. (Commenti del senatore Garraffa).
Non è approvata.