Eluana, non è stato suicidio assistito

Sul tema del fine vita e delle dichiarazioni anticipate di trattamento il dibattito che si è sviluppato dentro e fuori il Parlamento ha fatto registrare una convergenza di posizioni su molti punti fra noi e l'onorevole Paola Binetti, come attesta la sua intervista di oggi a Repubblica. Su un aspetto, però, come lei ha dissentito da me, anch'io dissento da lei: Eluana Englaro non è morta per suicidio assistito. E questa è la grande differenza che separa il suo dramma da quello di Piergiorgio Welby. Eluana Englaro non ha mai espresso con certezza la sua volontà, tant'è vero che i giudici hanno preteso di ricostruirla ex post per via indiziaria basandosi tra l'altro sul suo presunto stile di vita. Noi, fermo restando il divieto di sospendere idratazione e alimentazione, con le dichiarazioni anticipate di trattamento vogliamo garantire che sia sempre la persona la protagonista dell'alleanza terapeutica con il medico: la sua volontà sull'attivazione o meno di determinate terapie deve essere certificata, affinché non accada mai più che sia qualcun altro, anche se animato dalle migliori intenzioni, a stabilire quando una vita sia degna o meno di essere vissuta.

17/02/2009
Visconti