«L'emendamento di Francesco Rutelli non è molto molto distante dal nostro e si muove nella stessa logica nella quale ci muoviamo noi». Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, apre alla proposta presentata dall'ex leader della Margherita, che sul testamento biologico cerca una terza via tra la posizione del Pd e quella espressa dal centrodestra.
L'emendamento dice che alimentazione e idratazione non possono essere oggetto di Dichiarazione anticipata di trattamento. Ma che in alcuni casi particolari, la decisione viene affidata a un confronto tra medico, fiduciario e familiari, con l'ultima parola che spetta al medico.
«Ho visto. Credo che si debba ragionare insieme per salvare un dato di senso comune, che è anche nell'interesse di Rutelli. E cioè che nelle nostre strutture sanitarie non si può morire di sete. Nel momento in cui si chiede di equiparare la libertà di cura di un soggetto vigile a quella di chi ha fatto la dichiarazione anticipata di trattamento, dobbiamo cercare di salvare empiricamente questo prin-cipio e non scivolare verso l'eutanasia».
La posizione di Rutelli può essere un punto di partenza per una discussione comune?
«Una riflessione più compiuta la faremo quando vedremo il testo. Ma certo la nostra non è una legge chiusa, se non ad alcuni principi imprescindibili».
Quali?
«Non deve essere una porta per introdurre l'eutanasia. Occorre che le volontà siano espresse in maniera chiara e non ricostruite ex post. L'alleanza terapeutica deve consentire al medico di continuare il dialogo con il paziente anche quando non può più esprimere la sua volontà. Questo anche per tener conto dell'evoluzione intervenute nella medicina».
Ma il testamento viene rinnovato.
«Certo, ma una cosa è se la volontà si rinnova ogni sei mesi, altro se ogni tre anni, altro ancora ogni dieci».
Sugli altri punti si può ragionare?
«È tutto aperto. L'importante è che l'eccezionalità non sia un modo di far saltare tutto. L'atteggiamento giusto è quello di essere aperti a ogni mediazione, tenendo presente l'indisponibilità di alcuni principi».
In questo caso?
«Valuteremo se l'emendamento cade fuori o dentro il perimetro dei nostri principi. Ora abbiamo un lavoro che si deve compiere in commissione».
Lei pensa che il testo passerà solo con i vostri voti o ci sarà una maggioranza più ampia?
«Penso che si possano ottenere consensi oltre la maggioranza. A patto che non ci sia una chiusura preconcetta e che dall'altra parte non arrivino ordini di scuderia. Per quanto ci riguarda, noi avremo una linea di gruppo ma non daremo certo ordini tassativi».