Fine vita, testo sicuro con pochi giorni in più

Avvenire

Per il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello quella che sta prendendo corpo nella discussione sulla legge per il fine vita -auspice il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani - non è tanto una «pausa di riflessione», quanto piuttosto un «modo per portare la commissione a concludere i suoi lavori». Cosa che dovrebbe comunque avvenire in tempi brevi, «al più tardi entro la metà del mese», consentendo per quella data l'approdo del testo Calabrò in aula. «In una vicenda che ha una sua fisiologicità qualcuno cerca di trovare il colpo di scena», premette il senatore. Si creano «casi inesistenti». Due su tutti la "defezione" di un gruppo di senatori e la presunta rimozione, che non c'è stata, di due membri di centrodestra della commissione affari costituzionali, chiamata a dare il suo parere dopodomani, lo stesso giorno della riunione dell'ufficio di presidenza che deciderà sulla prosecuzione dell'iter. La proposta di moratoria, poi, «non è ricevibile», perché «ammesso e non concesso che si fermi la politica, la magistratura non si ferma, si vedano gli avvisi di garanzia al ministro Sacconi e a Beppino Englaro. Un'ulteriore prova che questa vicenda deve trovare una soluzione nelle aule del parlamento e non in quelle giudiziarie, altrimenti passiamo dalla democrazia alla dittatura della giurisprudenza, come l'ha definita il costituzionalista Marco Olivetti».

Si prospetta uno slittamento della data del 5 marzo per la discussione in aula. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha comunque assicurato che non si andrà alla «calende greche». Come si procederà?

Martedì finirà il dibattito in commissione. Dopodiché ci saranno da votare circa 150 emendamenti. E qui sottolineo che il Pdl ha tagliato più della metà di quelli presentati. La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, con la quale ci sono opinioni certo divergenti, ma che è persona leale, ha fatto presente che non c'è alcuna volontà ostruzionistica. D'altra parte c'è l'esigenza che tutti possano illustrare gli emendamenti e dire le loro ragioni. I tempi per la conclusione del provvedimento in commissione, comunque, non potranno essere lunghissimi, Possiamo parlare di una settimana, una settimana e mezzo.

Come si arriverà all'aula?

Per ciò che ci riguarda, proprio a smentire chi in questi giorni ha parlato di provvedimento blindato, il ddl Calabrò uscirà dalla commissione abbastanza diverso da come vi è entrato. L'orientamento è di approvare gran parte, decine e decine, di quegli emendamenti che non smentiscono le linee guida del provvedimento, ma che lo migliorano. Tutto ciò consentirà di arrivare in aula con il relatore.

Quale vantaggio comporta?

Che il dibattito parlamentare avrà una "bussola", della quale la maggioranza non si vuole assolutamente privare. Ci sarà chi darà pareri sugli emendamenti che saranno ripresentati in aula, chi potrà dire se quegli emendamenti sono conformi alla filosofia generale del testo. Insomma, su un provvedimento così importante e visto il fatto che i voti segreti saranno numerosi - anche perché in casi come questo la coscienza rivendica tutti i suoi diritti - è fondamentale che la maggioranza abbia la possibilità di esprimere una linea. Questa potrà essere accettata o meno dai membri del gruppo, ma deve essere assolutamente conosciuta. Per questo motivo riteniamo che qualche giorno in più sia utile affinché questa legge abbia l'iter più normale possibile. Anche il Pd, poi, dovrà nominare eventualmente un relatore di minoranza e quindi fare i conti al proprio interno.

Si è anche in attesa del parere di costituzionalità della Commissione. Ieri il senatore Saro è tornato a ribadire i suoi dubbi sulla costituzionalità del provvedimento. Al di là dei numeri, che sono rassicuranti, che cosa ne pensa?

Il gruppo non si è mai sognato di sostituire nessuno. E sia il senatore Saro sia il senatore Malan hanno detto che, in ogni caso, con il loro parere in dissenso - che esprimeranno secondo la loro libera iniziativa - non intendevano fare ostruzionismo rispetto all'iter della legge. Queste prese di posizione ci lasciano del tutto tranquilli su quello che sarà il parere della prima commissione.

01/03/2009