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Riforme istituzionali, riformiamo insieme regolamenti parlamentari
Intervenendo in aula al Senato nel dibattito sui decreti, ho rivolto un appello a tutti i gruppi presenti in Parlamento: scriviamo insieme un'altra storia, iniziando dal riformare i nostri regolamenti. Non vincoliamo la revisione delle regole di funzionamento delle Camere alla riforma della seconda parte della nostra Costituzione. A maggior ragione se si intende lasciare che la modifica della Carta maturi in tempi adeguati, procediamo subito, insieme, a un onesto compromesso regolamentare che risolva la crisi del processo legislativo. Vi sono strumenti per assicurare al governo tempi certi per la sua attività senza comprimere lo spazio per l'approfondimento; per garantire alla maggioranza la possibilità di esercitare una funzione dialettica anche nei confronti del suo esecutivo; per far sì che l'opposizione possa svolgere una più efficace azione di controllo e garanzia, e rendere le sue proposte alternative più facilmente conoscibili dalla pubblica opinione. Su questi temi il Senato ha già attivato un confronto, grazie al Presidente Schifani che per primo ha mostrato sensibilità e sollecitudine. Tale pratica, però, non può esaurirsi in una contrattazione privata tra i due maggiori gruppi parlamentari. Di questo siamo assolutamente consapevoli. Così come stiamo compiendo ogni sforzo per autoregolarci e trovare una soluzione ai problemi di trasparenza senza che questo implichi uno stravolgimento delle nostre prassi assembleari, allo stesso modo dobbiamo cercare di essere i primi nel concepire un sistema non roboante ma funzionale che riduca il gap di efficienza dell'istituzione parlamentare avvicinandola ai cittadini e ai loro bisogni.
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