Testamento biologico, ddl Calabrò rispecchia Costituzione

La nostra Costituzione all’articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, fra cui in primis il diritto alla vita, e all’articolo 32 prevede, come diritto fondamentale, il diritto alla salute, specificando la libertà di rifiutare le cure salvo disposizioni di legge. Il ddl Calabrò rispecchia esattamente questo equilibrio, anche grazie all’inserimento del testo dell’articolo 32 fra i principi generali della legge. La senatrice Finocchiaro dovrebbe saperlo, visto che tale inserimento è stato concordato proprio con il Pd nel tentativo di raggiungere un lessico condiviso per il dibattito parlamentare. Sarebbe meglio riconoscere il lavoro comune fin qui fatto per aderire al dettato della Carta costituzionale, e poi dividersi sul piano dei principi sui quali fra maggioranza e opposizione si può legittimamente dissentire, piuttosto che aderire a una visione della Costituzione a la carte, per cui a seconda dei casi si prende ciò che fa comodo e ci si dimentica di ciò che non è funzionale alla propria idea. Se si vuole rispettare il punto di mediazione raggiunto e il confronto che gli stessi colleghi del Pd hanno portato avanti in Commissione, bisognerebbe avere l’onestà di ammettere che il ddl Calabrò è rispettoso dell’equilibrio costituzionale, e all’interno di questo tracciato opera delle scelte che, com’è naturale, alcuni condividono e altri no, invece di continuare a usare la Costituzione come una clava o a minacciare referendum.

21/03/2009