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Testamento biologico
Puntuale, la ripresa del dibattito parlamentare sul cosiddetto testamento biologico ha risvegliato l'ostilità delle diverse correnti di pensiero che per ragioni opposte vorrebbero che la legge non arrivasse mai in porto. Da un lato c'è chi non condivide i contenuti del ddl Calabrò: "Meglio nessuna legge di questa legge", e da parte delle opposizioni ci può anche stare. D'altro canto si va invece affermando il partito del "meglio nessuna legge qualunque essa sia", in nome del principio per cui nella dimensione della vita e della morte lo Stato dovrebbe entrare il meno possibile e il minimo indispensabile. E' il ragiomamento che Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, sviluppa alla vigilia dell'esame del ddl Calabrò a Montecitorio.
Ecco il testo dell'intervento del vicepresidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello sul ddl Calabrò che la prossima settimana approda alla Camera, in occasione della presentazione a Palazzo Giustiziani del libro "Ri-animazione. Tecnica e sentimento" scritto dal professor Alberto Zangrillo, direttore dell'Unità di rianimazione dell'ospedale San Raffaele Vita-Salute di Milano.
Un messaggio a Fini e uno a chi nelle file dell’opposizione insinua fantasiose congetture su inesistenti scambi ‘simoniaci’ tra il Pdl e la Chiesa Cattolica. Gaetano Quagliariello non fa sconti e in occasione della presentazione del libro del professor Alberto Zangrillo “Ri-animazione”, stamani a Palazzo Giustiniani ha usato parole nette a proposito della legge sul biotestamento (in Aula alla Camera lunedì prossimo) e stigmatizzato con altrettanta forza le strumentalizzazioni che arrivano da sinistra e da Fli.
Ecco il testo della lettera che i senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri e Raffaele Calabrò hanno inviato al direttore de Il Corriere della Sera in risposta a un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul testamento biologico.
La morte di Eluana Englaro ha segnato profondamente il dibattito pubblico, ha diviso il Paese, ha mobilitato le coscienze. Oggi questo dramma torna a dividere, ma su un piano differente...
A furia di dare per vero ciò che vero non è, e di discettare in astratto senza riferirsi in concreto alle leggi che si vogliono criticare, il rischio è che sul testamento biologico tra la realtà dei fatti e il dibattito pubblico si crei uno iato insuperabile.
Dovrebbe far riflettere il fatto che quanti si riempiono quotidianamente la bocca con la centralità del Parlamento, siano poi sempre i primi a disconoscerne le prerogative pur di veder prevalere le proprie posizioni contingenti.
Non per polemica personale ma per serietà faccio presente al presidente Chiti che nel corso della trasmissione radiofonica di questa mattina non sono stato interpellato su idratazione e alimentazione, ma da un ascoltatore mi è stata rivolta la seguente contestazione che riporto testualmente: "Sulla fecondazione artificiale e anche sul testamento biologico io devo dire che lo Stato deve lasciare i cittadini liberi di scegliere. Io non voglio come cattolico vedere che il senatore Quagliariello vuole fare morire la gente secondo i suoi desideri e le sue intenzioni. Ciascuno in uno Stato laico deve avere questa possibilità".
Mi auguro che il presidente Chiti fosse disattento durante l'ultima parte della trasmissione radiofonica di stamattina, o che in alternativa non avesse letto bene la legge Calabrò che pure è stata lungamente dibattuta in Senato. Perché non è civile, e soprattutto non è da lui, dare del bugiardo all'interlocutore senza controllare rigorosamente le fonti.
Nessun dramma se il presidente della Camera è in minoranza su alcune posizioni nel partito. In un'intervista a Il Mattino analizzo le ultime vicende politiche con un'occhio attento al testamento biologico, in discussione alla Camera. Un testo su cui non c'è stato alcuno scambio con la Chiesa ma frutto di un confronto laico e di una libera scelta del Legislatore.
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