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Testamento biologico
La morte di Eluana Englaro ha segnato profondamente il dibattito pubblico, ha diviso il Paese, ha mobilitato le coscienze. Oggi questo dramma torna a dividere, ma su un piano differente...
A furia di dare per vero ciò che vero non è, e di discettare in astratto senza riferirsi in concreto alle leggi che si vogliono criticare, il rischio è che sul testamento biologico tra la realtà dei fatti e il dibattito pubblico si crei uno iato insuperabile.
Dovrebbe far riflettere il fatto che quanti si riempiono quotidianamente la bocca con la centralità del Parlamento, siano poi sempre i primi a disconoscerne le prerogative pur di veder prevalere le proprie posizioni contingenti.
Non per polemica personale ma per serietà faccio presente al presidente Chiti che nel corso della trasmissione radiofonica di questa mattina non sono stato interpellato su idratazione e alimentazione, ma da un ascoltatore mi è stata rivolta la seguente contestazione che riporto testualmente: "Sulla fecondazione artificiale e anche sul testamento biologico io devo dire che lo Stato deve lasciare i cittadini liberi di scegliere. Io non voglio come cattolico vedere che il senatore Quagliariello vuole fare morire la gente secondo i suoi desideri e le sue intenzioni. Ciascuno in uno Stato laico deve avere questa possibilità".
Mi auguro che il presidente Chiti fosse disattento durante l'ultima parte della trasmissione radiofonica di stamattina, o che in alternativa non avesse letto bene la legge Calabrò che pure è stata lungamente dibattuta in Senato. Perché non è civile, e soprattutto non è da lui, dare del bugiardo all'interlocutore senza controllare rigorosamente le fonti.
Nessun dramma se il presidente della Camera è in minoranza su alcune posizioni nel partito. In un'intervista a Il Mattino analizzo le ultime vicende politiche con un'occhio attento al testamento biologico, in discussione alla Camera. Un testo su cui non c'è stato alcuno scambio con la Chiesa ma frutto di un confronto laico e di una libera scelta del Legislatore.
Le reazioni alle parole del presidente Schifani, che provengono in particolare da esponenti dell'Italia dei Valori, mettono in luce una delle ipocrisie irrisolte della politica italiana. E' evidente infatti che i presidenti delle Camere hanno delle idee e il ruolo che ricoprono non può comportare per loro l'obbligo di abdicare alle proprie opinioni e il divieto di poterle esprimere.
La sintesi del mio intervento durante la puntata di Porta a Porta dal titolo "Le altre Eluana".
Una raccolta della mia attività politica sul ddl Calabrò recentemente approvato dall'Aula di Palazzo Madama.
Il testamento biologico e le prossime votazioni alla Camera al centro di un'intervista a Il Messaggero. A qualche giorno dal voto con il quale il Senato ha dato il via libera al testo predisposto dal senatore Calabrò ritorno sul ddl approvato chiarendo che sui principi non è possibile aprire alcun negoziato mentre si può lavorare per trovare un'intesa più larga sui margini di applicazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento.
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