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Comunicati stampa, Copasir
Qualora dovessero essere divulgati i documenti da parte di Wikileaks sarebbe quantomai importante che essi vengano contestualizzati nell'ambito dei rapporti fra gli Stati e della correlata attività diplomatica fatta anche di scenari, di indiscrezioni, di ipotesi. Chiunque abbia messo piede in un archivio diplomatico sa che questo è l'unico metro di lettura possibile. Ed è quello che fin da ora bisogna impegnarsi ad adottare contro il rischio di un voyeurismo teso a destabilizzare il rapporto tra Italia e Stati Uniti, un punto fermo che nessuno potrà mai mettere in discussione.
Il Copasir, fra molte altre cose, al termine della seduta, ha preso atto del fatto che alcuni dei suoi componenti hanno richiesto che il presidente del Consiglio venga a riferire al comitato a proposito delle ultime vicende. Su questa richiesta sono stati espressi pareri discordi e, infine, non è stata assunta alcuna decisione. Diversa questione è l'eventuale audizione sui temi istituzionali relativi alla sicurezza nazionale, che nulla ha a che vedere con le contingenti polemiche politiche. Invitiamo pertanto fin d'ora i colleghi del Copasir a non confondere le due questioni e a non dar vita a indebite strumentalizzazioni". Lo dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti del PdL nel Copasir, Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello.
I rappresentanti del PdL nel Copasir, Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello, dopo i colloqui istituzionali con il presidente del Comitato Massimo D'Alema e con i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, e preso atto della lettera da questi ultimi inviata ai capigruppo del Popolo della Libertà, dichiarano: "Le nostre preoccupazioni sul rischio che una sovraesposizione possa arrecare nocumento al corretto funzionamento del Copasir è stata accolta da tutti i nostri interlocutori istituzionali".
"Sorprendono non poco le parole del collega Rutelli rispetto alla scelta del PdL di non partecipare alla odierna riunione del Copasir in attesa che i presidenti Fini e Schifani si pronuncino sulla corrispondenza della composizione del Comitato al nuovo assetto dei gruppi parlamentari di maggioranza. Lo dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti del PdL nel Copasir, Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Esposito e Gaetano Quagliariello.
Francesco Rutelli ha garantito una gestione equilibrata di uno degli organi più delicati per l'equilibrio delle istituzioni. Prendiamo atto delle sue dimissioni: un getto frutto di sensibilità ma affatto dovuto.
Le dichiarazioni del Garante per la Privacy Francesco Pizzetti fanno strame della speculazione politica che l'opposizione ha voluto imbastire attorno al ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche. Nessuno vuole impedire ai magistrati di svolgere indagini, né ai giornalisti di informare i cittadini.
De Magistris vuole attivare una vigilanza democratica? Certamente l'ex pm di Catanzaro di 'vigilanza' se ne intende, anche se quella messa in atto dal suo consulente Genchi ai danni di parlamentari, ministri, istituzioni di ogni ordine e grado, servizi segreti e magistratura non può certo dirsi democratica e non sappiamo neanche se possa dirsi legale.
Di fronte a ricostruzioni come quella dell'onorevole Di Pietro, parziali e prive di qualsiasi considerazione per la libertà dei cittadini e soprattutto per la sicurezza dello Stato e delle sue istituzioni, diviene urgente che le informazioni raccolte dal Copasir in merito al cosiddetto 'archivio Genchi', che per la loro ampiezza e la loro rilevanza vanno ben oltre i compiti istituzionali del Comitato, siano portate a conoscenza dei presidenti di Camera e Senato...
E' gravissimo che un documento del Copasir, classificato come riservato, sia stato consegnato al quotidiano 'La Repubblica', che ovviamente lo ha pubblicato, con patente violazione della nuova legge sui servizi segreti.
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