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Comunicati stampa, Riforma dei regolamenti parlamentari
Cogliamo il senso positivo delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Fini per rilanciare la riforma dei regolamenti parlamentari. In Senato è ancora pendente la presentazione di una relazione in proposito che a questo punto diventa urgente.
Il testo del mio intervento in Aula durante il dibattito sui decreti.
Sono d'accordo con il senatore Zanda sul fatto che tra le proposte di modica dei regolamenti parlamentari avanzate dal Pdl e quelle del Pd, che abbiamo appena iniziato a confrontare, c'è se non un abisso quantomeno una profonda differenza.
Nella lettera di Walter Veltroni alla Stampa vi è un'evidente forzatura ma anche un riconoscimento implicito della linea della maggioranza. Nell'ottica di una democrazia decidente alla quale Veltroni fa riferimento, che al governo garantisca certezza nei tempi e un ruolo di guida nel processo legislativo e all'opposizione conferisca finalmente uno status istituzionale e le conseguenti prerogative, il PdL ha presentato fin dall'inizio della legislatura una proposta di modifica dei regolamenti parlamentari. E' proprio su questa linea che noi andremo avanti, già a partire da martedì nella Giunta per il Regolamento. Sarà quella la sede per verificare se le aperture di Veltroni sono autentiche, o se sono solo un modo per gettare la palla in calcio d'angolo.
Il problema sollevato dal Capo dello Stato è reale. Una modifica dei regolamenti appare urgente per rivitalizzare il nostro sistema di democrazia parlamentare. Auspichiamo che almeno su questo terreno il Partito democratico non blocchi tutto a causa delle sue divisioni interne.
E' necessaria una modifica dei regolamenti parlamentari che consenta sia al governo che all'opposizione di fare il proprio mestiere. E' necessario, a tal fine, che sui decreti legge non vi siano pratiche ostruzionistiche esasperate.
Nessuno più di chi è stato al Senato nella scorsa le gislatura sa che negli ultimi due anni si è lavorato tanto, al punto che in alcuni momenti si aveva la sensazione di essere reclusi. Eppure si è prodotto pochissimo: la ragione sta nel fatto che non vi era accordo tra il governo e la sua maggioranza. Sicchè il lavoro alla fine è risultato sterile quando non proprio dannoso. Sarebbe importante che proprio in Senato dove la scorsa legislatura è fallita si trovassero i modi e gli strumenti oltre che per lavorare di più, per lavorare meglio. E' questa la vera scommessa.
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