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Comunicati stampa, Scuola e Università
In questi giorni, in un forum di discussione online all'interno del sito www.comedonchisciotte.org, è stato pubblicato il seguente messaggio relativo al professor Giorgio Israel, presidente della Commissione ministeriale per la formazione degli insegnanti: 'La Gelmini a questa riforma sta dando solamente il nome e la faccia. In realtà, l'artefice dietro le quinte di essa, il puparo, è l'ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta'.
Questo convegno vuole ribadire che il problema dell'università non è solo il finanziamento. Come questo primo anno di legislatura ha dimostrato, a partire dalla Finanziaria 2008, solo evitando sprechi e soldi gettati per sostenere un sistema inefficiente è possibile che l'università italiana torni a vivere.
Ciò che è accaduto ieri al sottosegretario Gianni Letta è frutto di irrazionalità e denota disinformazione o malafede, poiché la situazione dell'Università di Siena è drammatica e di certo questo dramma non può essere imputato né a lui né all'attuale governo.
Un tempo si diceva "piazze piene, urne vuote". Nel caso delle recenti contestazioni studentesche nonostante la grancassa mediatica non si sono riempite nemmeno le piazze ma, alla luce del risultato che si profila nelle elezioni universitarie alla Sapienza, possiamo dire che c'era comunque più gente nei poco affollati cortei dell'Onda che nelle urne dell'ateneo romano a votare per le liste dei contestatori di centrosinistra!
La nomina di David Cantagalli, esponente del mondo imprenditoriale e culturale di Siena, è un segno importante di quanto il collegamento tra l'Università di Siena e la parte migliore della città sia necessario affinché non vada disperso un patrimonio di tutti.
Il decreto approvato oggi è il vagone di testa che dà la direzione ai convogli che seguiranno, che il ministro Gelmini ha descritto nelle linee guida per l'università. Con questo provvedimento si afferma il criterio in base al quale i soldi debbano seguire il merito. Si rafforza il diritto allo studio e soprattutto si svecchia una università nella quale, a causa delle logiche corporative, i professori ordinari sarebbero presto diventati più numerosi dei giovani ricercatori.
Prosegue la mobilitazione della maggioranza silenziosa per il diritto allo studio. Oggi il coordinatore dei giovani di Forza Italia, francesco Pasquali, ha reso noto che attraverso il web, nei gazebo allestiti presso gli atenei, via fax, le adesioni all'appello 'Liberi di manifestare, liberi di studiare, liberi di contribuire a costruire un'università migliore' promosso dai Giovani per la Libertà e dal quotidiano Libero hanno superato la soglia delle 70.000 e continuano a pervenire, in maniera spontanea, da ogni parte d'Italia.
Un'indagine conoscitiva immediata, affinché il Parlamento sappia come e dove intervenire per azzerare gli sprechi salvaguardando il futuro dell'Università. E' quanto a nome del gruppo del PdL al Senato ho chiesto con questa lettera al presidente della Commissione Istruzione, Guido Possa, inviata per conoscenza anche al Presidente Schifani.
Un grande partito, prima di proporre un referendum a caldo su un provvedimento appena approvato dal Parlamento, dovrebbe valutare bene l'opportunità politica dell'iniziativa, e altrettanto dovrebbe fare per quel che concerne la fattibilità giuridico-costituzionale. Il Pd di Veltroni ha evitato di fare sia l'una che l'altra cosa.
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