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A Cesare e a Dio
Da Norcia la rivendicazione della centralità dei valori non negoziabili nel confronto tra laici e cattolici, credenti e non credenti. A Todi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aprendo i lavori del Forum delle associazioni cattoliche mette un punto fermo che richiama lo spirito di Norcia.
Pubblichiamo il testo integrale del manifesto di Norcia con il quale si è chiusa la due-giorni di riflessione e approfondimento sulle sfide di questo tempo che sollecitano laici e cattolici, credenti e non credenti, a un rinnovato impegno nella sfera pubblica e nella società. Un documento che racchiude in sè il senso degli Incontri di Norcia. A Cesare e a Dio, promosso da sette anni dalla Fondazione Magna Carta.
Cantagalli 2008, a cura di Gaetano Quagliariello
Questo volume raccoglie le idee, le argomentazioni e le emozioni di quanti – credenti e non credenti – hanno ritenuto che di fronte agli avvenimenti che hanno portato alla “grande rinunzia” di Benedetto XVI di recarsi all’Università “La Sapienza” fosse impossibile tacere. Il libro pone uno dei temi fondamentali del nostro tempo: il rapporto tra la laicità dello Stato e lo spazio pubblico delle religioni. Esprime con forz il convincimento che per affermare una effettiva laicità non sia né necessario né proficuo abbandonare la propria identità, relativizzare la verità, oltraggiare la fede, soprattutto quando essa non è imposta in modo autoritario ma aspira ad essere donata nella libertà. Rafforza anche l’idea che questo Pontefice, lungi dall’essere “oscurantista”, ha dato e continua a dare con il suo operato e le sue parole una lezione di autentica laicità.
Cantagalli, 2008 - a cura di Gaetano Quagliariello
Nell’aprile del 2005, alla vigilia della sua ascesa al soglio pontificio, l’allora cardinale Joseph Ratzinger rivolse da Subiaco un invito affinché “anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio” cercasse comunque di “vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur: come se Dio ci fosse”. Il primo incontro di Norcia, che si svolse nell’ottobre di quello stesso anno, dedicato al tema “Libertà e laicità”, volle essere una risposta immediata a quell’appello. Ebbe un effetto dirompente. Ancor più di ciò che in quell’incontro si disse, il volerci essere, allora, assunse il significato di una testimonianza. Sono passati solo due anni ma la distanza appare ben più ampia se si presta mente a quanto fosse inconsueto che il mondo dei cattolici e quello dei cosiddetti laici s’incontrassero per discutere insieme… Il secondo appuntamento di Norcia, nel 2006, ha avuto il senso di approfondire una linea di scavo. L’individuazione del rapporto tra religione e spazio pubblico può infatti ritenersi un corollario indispensabile a un nuovo concetto di laicità che rifiuti di considerare il fatto religioso come esclusivo della sfera propria della coscienza individuale… Siamo così giunti alla terza edizione. La rilevanza del tema prescelto è attestata, innanzitutto, dalle cronache dei giornali che ogni giorno ci confermano come la sfida sui confini dell’umano sia la più importante dei nostri giorni. E nessuno - proprio nessuno - potrà mai pretendere che il rapporto tra scienza e religione possa restare estraneo a tale sfida.
Cantagalli 2007- a cura di a cura di Gaetano Quagliariello
Il libro si articola in tre filoni interpretativi. Il primo indaga i rapporti tra la storia e la fede. Il secondo studia i punti di convergenza tra discorso teologico e discorso filosofico. Il terzo – quello che potrebbe risultare di più stringente attualità – analizza il contraddittorio rapporto tra la scienza e la fede, in un momento in cui la scienza sembra non accettare alcun limite esterno. Questo non è un manuale di “teoconismo all’italiana”: è un libro che testimonia dell’altro. In primo luogo la vitalità di un Papa che ha interpretato la sua missione pastorale come un percorso che affonda le sue radici nella storia, e in quanto tale non trascura i mutamenti del nostro tempo, ma li segue e li rilegge alla luce della Verità cristiana. In secondo luogo che la contrapposizione, che sempre più si vuol far credere ci sia tra mondo laico e mondo cattolico, nella realtà non esiste affatto. Ad esistere è però un'altra contrapposizione, tutta interna al mondo laico, che vede sempre più su due fronti distinti da una parte una concezione liberale della laicità, che non dimentica le sue origini e che è disponibile a considerare indispensabile il ruolo delle religioni nel discorso pubblico; dall’altra un laicismo radicale, ostile alla rilevanza pubblica delle religioni, che di sempre più visibilità e spazi di autonomia gode in Italia e in Europa.
Sono venti tra intellettuali e politici, laici e cattolici, credenti e non credenti. Appartenenti alle più eterogenee aree culturali, dalle provenienze ideologiche più varie, accomunati da un medesimo intento: dare una risposta alla richiesta di dialogo lanciata da Benedetto XVI in occasione del discorso pronunciato a Verona nell’ottobre scorso, durante il IV Convegno nazionale della Chiesa in Italia. In quell’occasione, come in molte altre del suo Pontificato, Papa Ratzinger ha parlato a chiare lettere del rapporto laici e cattolici, del dialogo tra la fede e la ragione.
Cantagalli, 2007 - a cura di Gaetano Quagliariello
Le violente reazioni scaturite dalle parole pronunciate da Benedetto XVI all’Università di Regensburg, le recenti aggressioni a religiosi cattolici in Italia e all’Estero, non sono altro che alcuni episodi che ci impongono con urgenza una seria riflessione sul ruolo della religione, cattolica e non, nello spazio pubblico, dal punto di vista dei credenti e soprattutto dei laici. Il progresso della tecnica pone nuovi problemi, nascono nuove esigenze e alcune certezze del passato subiscono un processo di erosione. È ancora possibile dire “libera Chiesa in libero Stato”? La Chiesa in nome della laicità dello Stato si deve astenere dal rivendicare uno spazio pubblico anche di fronte a problematiche di carattere antropologico o morale? I cristiani non potranno più esprimere apertamente la loro appartenenza alla tradizione culturale e civile giudaico-cristiana? E come coniugare il rispetto della nostra cittadinanza di fronte agli appartenenti a religioni e culture diverse senza pretendere o subire la conversione? La strada per l’integrazione non passa per la soluzione multiculturale “all’inglese” né per l’assimilazione laicista “alla francese”, ma per quella che percorre la via del rispetto dei diritti fondamentali della persona, dell’educazione, della regolamentazione dei culti. La collaborazione tra credenti e non credenti è, in questo momento, assolutamente necessaria per ricercare ed arrivare ad un nuovo rapporto tra religione e spazio pubblico.
con il messaggio di Benedetto XVI
Questo volume raccoglie le Relazioni principali, del Presidente del Senato Marcello Pera e del Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini, e i testi degli interventi agli Incontri di Norcia 2005.
In apertura del volume è riportato il testo integrale del messaggio che Sua Santità Benedetto XVI ha inviato al presidente Marcello Pera e ai convegnisti in occasione del convegno.
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