Articoli, Testamento biologico

Libero

A furia di dare per vero ciò che vero non è, e di discettare in astratto senza riferirsi in concreto alle leggi che si vogliono criticare, il rischio è che sul testamento biologico tra la realtà dei fatti e il dibattito pubblico si crei uno iato insuperabile.

L'Occidentale

Nessuno si sarebbe cimentato in una legge sul fine vita se non costretto dalla magistratura. E ormai la scelta non è tra “legge sì e legge no”. E neanche su un testo conviso frutto di una mediazione al ribasso. L’ultima mediazione c'è già stata. Con essa si è esaurito lo spazio della nostra disponibilità al compromesso. Resta solo quello del perfezionamento del testo Calabrò.

L'Occidentale

 Dopo la morte di Eluana, l'impressione è che in nome del lutto e del dolore si voglia fare della vicenda un argomento chiuso. Ma Gaetano Quagliariello contina "a non starci". Non ritratta nulla di quanto detto l'altra sera in aula ed entra nel merito di quanto sta accadento da una parte tra il governo e il Capo dello Stato e dall'altra tra Pdl e il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il Corriere della Sera

La mia lettera a Il Corriere della Sera in cui affronto da liberare conservatore il tema della vita e della morte alla luce della vicenda di Eluana Englaro convinto che togliere la vita per mancanza di acqua e cibo non sia una morte naturale.

L'Occidentale

Oggi al Senato, comunque vada a finire, si chiude un cerchio. Tutto è accaduto, troppo si è consentito. Quel che però non si può consentire è che il merito della vicenda di Eluana venga celato dietro la menzogna del rischio che la nostra Costituzione sia stravolta. Ci stanno provando. E, per questo, martedì andranno in piazza. Anche noi dobbiamo esserci. Non per la Costituzione ma per cose che la precedono: la vita e la libertà.

L'Occidentale

Venerdì pomeriggio con l'approvazione del conflitto di attribuzione da parte del Senato si è chiuso un atto della partita politica che si sta giocando intorno alla vicenda di Eluana Englaro.  Questa nuova realtà ha un risvolto tangibile. La sentenza della Cassazione ha determinato una svolta di tale portata per cui anche i più restii hanno dovuto ammettere la necessità di giungere a una legislazione sul "fine vita".

Il Riformista

Ci sono vicende che riguardano il privatissimo dolore delle persone ma a causa delle loro conseguenze hanno una grande rilevenglaro_1.jpganza pubblica e un'innegabile ricaduta sulla convivenza civile. Il caso di Eluana Englaro ne è un esempio emblematico. Posto di fronte a queste situazioni, chi è investito della rappresentanza popolare ha due strade davanti a sé. Può rispettare profondamente il dramma umano, senza per questo omettere di intervenire sulle conseguenze pubbliche che esso implica, esercitando così fino in fondo la propria responsabilità. Oppure si può trincerare dietro un rispetto formale e andare avanti, anche a costo di abdicare al proprio ruolo. Nella scelta del Pd di non partecipare al voto di oggi preferiamo vedere un'apertura, sebbene critica, alle ragioni di un'iniziativa che sarebbe giusto non valutare solo col criterio del successo o dell'insuccesso di fronte alla Corte Costituzionale, ma come viatico per una possibile collaborazione su un tema che non può lasciare nessuno indifferente.

L'Occidentale

La sentenza della Cassazione da cui è scaturito il decreto della Corte d'Appello di Milano che autorizza il padre di Eluana a sospendere idratazione e alimentazione fa definitivamente venir meno l’illusione che possa resistere una zona grigia nella quale situazioni limite possano consumarsi nel confronto e nel colloquio tra medico e paziente e, laddove questo non è possibile, comunque all’interno delsenato_repubblica_1.jpgla famiglia. Il pronunciamento della Suprema Corte, infatti, è di quelli che segnano inevitabilmente e in profondità la convivenza civile di una società. Fissa che cosa debba intendersi per dichiarazione anticipata di volontà. E di più: stabilisce cosa debba considerarsi cura e cosa no, sancendo che in determinate circostanze l'assicurazione da parte di un medico di funzioni vitali come l’idratazione e l’alimentazione possa configurarsi come un illecito stabilendo una deriva verso pratiche etaunasiche difficilmente negabile. Sono temi sui quali non solo nelle aule parlamentari ma tra gli esperti e persino nella coscienza civile del Paese si sta discutendo in profondità. Sarebbe grave che la decisione venga assunta attraverso una sentenza, per quanto autorevole essa sia. Se questo dovesse avvenire, e su basi giuridiche quantomeno incerte, l’ordine giudiziario esproprierebbe il Parlamento in una fase decisiva della sua azione dettandogli una traccia che sarebbe poi difficile contraddire.

Il Riformista

Il problema che Eluana Englaro ci pone non è scegliere se inserire o meno nel nostro ordinamento una legge che disciplini l'ultimo stadio della vita umana; quanto, piuttosto, decidere se a legiferare in Italia debbano essere i giudici, che nel nostro Paese non sono portatori di alcuna rappresentanza, o il Parlamento democraticamente eletto dai cittadini.

Corriere della Sera

C'è un convitato di pietra nel dibattito sul caso di Eluana Englaro. E' lo stato di diritto, che dovrebbe stare a cuore allo stesso modo a tutti gli interlocutori. A prescindere da quel che si pensa del merito delle sentenze della Cassazione e della Corte d'Appello di Milano - e personalmente ne penso male -, dai liberali e dai democratici di ogni orientamento, qualunque opinione si abbia sulla vita e smengele.jpgulla morte, ci si sarebbe aspettata una strenua difesa del diritto a far valere le proprie opinioni nell'unica sede costituzionalmente deputata all'approvazione delle leggi: l'assemblea parlamentare. E' così irrealistico temere che la sentenza della Suprema Corte, inopportunamente lunga e dettagliata, possa condizionare il Parlamento? E si può veramente accettare senza batter ciglio che su una materia così delicata il percorso decisionale sia sottratto a chi detiene la rappresentanza popolare? E ancora: se si lascia che Eluana Englaro muoia di fame e di sete per sentenza, e lo si considera legittimo, non si corre il rischio di accreditare l'idea che una legge non serva non perché sono sufficienti le norme attuali, ma in quanto la decisione può essere demandata caso per caso all'autorità giudiziaria?