|
|
 |
|
|
Articoli, Abruzzo
Si sta cercando in vari modi di distruggere ciò che è stato fatto in Abruzzo e per l'Abruzzo. Per noi resta un esempio di come l'impegno politico debba tendere al bene comune. Se ci sono casi isolati di deviazione collegati all'emergenza la magistratura li individui e li colpisca. Ma questo non può significare infangare una pagina politica della quale il governo e il PdL vanno fieri.
Parliamo di una brutta storia, che approfondisce la ferita di una Regione già provata da intimidazioni, ricatti, moralismi pelosi. Conviene raccontarla perché, purtroppo, la morale che se ne ricava non si ferma ai confini dell'Abruzzo ma interessa tutto il Paese e la lotta politica che verrà. E rende ancor più chiara, a questo punto, la vera responsabilità del Pd: quella di aver ceduto a questi metodi non denunziando l'alleanza con Di Pietro e l'Idv. E' un fatto: nella prima consultazione di rilevanza nazionale dopo quella del 13 e 14 aprile, accettando di farsi rappresentare da Costantini, Veltroni ha sostanzialmente abdicato alla guida della coalizione. Le conseguenze dal punto di vista dei metodi di lotta politica ora dovrebbero essere chiare a tutti. Anche agli elettori di buon senso, moderati e riformisti, che in Abruzzo non hanno scelta. Potranno votare solo il candidato del PdL.
|
|