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Articoli, Politica
Un'articolo di Avvenire sulle polemiche di questi giorni innescate dal divorzio tra il premier Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Polemiche che hanno suscitato un dibattito al quale ho partecipato anche io. Clicca qui per leggere l'articolo del Corriere della Sera.
La vicenda Lario-Berlusconi e l'editoriale dell'Avvenire stanno facendo discutere nel Pdl i tanti cattolici anche se è importante tenere presente che quella dell'Avvenire è una posizione seria, coerente e attenta, che non criminalizza e che pone dei problemi che una forza come la nostra non può ignorare. Di seguito leggi l'articolo pubblicato sul Corriere della Sera.
Il discorso integrale del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione del 25 aprile ad Onna in provincia de L'Aquila.
Il 25 aprile Berlusconi ha rinnovato la tradizione, chiudendo i conti con il passato. Col suo discorso, il premier non si è arreso alla “vulgata”, come l’avrebbe definita Renzo De Felice. Ha pacificato la memoria e ha provato a dettare una versione dei fatti più storica e, per questo, più inclusiva. La si può pensare come si vuole, ma non si può negare che si tratti, in potenza, di una ambiziosa operazione culturale.
Leggi il discorso integrale del presidente Berlusconi ad Onna
Tra PdL e Carroccio non mancano aspetti di condivisione di fondo, che derivano dal comune empirismo e dagli esempi di amministrazione virtuosa della tradizione comunale. Ma l'orizzonte culturale della Lega è proiettato sulla dimensione del Comune; non valorizza lo Stato e, per questo, è naturalmente ostile al tentativo di rifondarlo e d'incarnarlo in una leadership come vuole Berlusconi.
Il dibattito politico e culturale sulla modernità e sulle sfide da essa poste oggi rappresenta uno dei temi più significativi dal punto di vista politico. In questo contesto nel Pdl si iniziano ad intravedere due diverse risposte frutto di due differenti visioni culturali. Da un mio articolo si sta sviluppando un dibattito che indubbiamente consentirà di arricchire il confronto culturale interno al Pdl. All'interno già disponibili gli interventi di Sergio Belardinelli, Raimondo Cubeddu, Roberto Pertici, Gaetano Rebecchini, Fabio Torriero, Giorgio Israel e Maurizio Griffo.
Perché risulti proficua, la discussione sui compiti che attendono il "Popolo della Libertà" non deve limitarsi alle prospettive politiche future, ma deve cercare d’intendere le ragioni che hanno portato alla nascita di un nuovo soggetto politico.
Nel Pdl non si è mai visto un vero dibattito sui temi di politica estera o sull’immigrazione, sui rapporti con l’islam. Neppure si è sviluppato un dibattito approfondito sui temi dell’economia e sul modo di vedere i problemi del capitalismo contemporaneo. Per non parlare dell’istruzione e dell’educazione e più in generale della questione antropologica.
Il fatto stesso che, da quando si è concluso il congresso costitutivo del Pdl, si parli di valori, di sfida delle idee, di egemonia culturale, come mastice del nuovo soggetto politico, dimostra che ormai il salto di qualità è realtà e non annuncio commerciale. Non ci sono più i “partiti-chiesa” e non ci sono più gli scontri ideologici, perché si sta definitivamente accantonando la stagione dei “partiti-ideologici”, che hanno diviso gli italiani e ritardato la modernizzazione.
Oramai, e non solo nel nostro paese, il discrimine più significativo, che passa anche all’interno degli stessi attuali schieramenti politici, è quello tra coloro che ritengono validi il principio di realtà oggettiva, e di conseguenza, l’esistenza di una “legge naturale” e coloro che, al contrario, basano la loro azione su una visione soggettivistica, e quindi relativistica, della realtà.
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