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Articoli
Il Guardasigilli Paola Severino ha illustrato davanti alle Camere la relazione sulla Giustizia. Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, si sofferma su alcuni punti commentando l’intervento del ministro.
Un'analisi a tutto tondo sull'Europa ai tempi della crisi globale. Tema che Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl sviluppa nella lettera al quotidiano L'Unità.
Una lettera aperta al quotidiano Libero per spiegare i motivi per i quali il Pdl ha deciso di sostenere in Parlamento il governo Monti. Così Gaetano Quagliariello interviene nel dibattito politico sulla manovra. E la sua iniziativa è una risposta all'elettorato di centrodestra disorientato e critico, ma anche una sorta di ultimatum all'esecutivo se la fase due sarà come la fase uno, cioè tutta tasse e rigore.
Ho letto sulla rivista americana Foreign Policy il saggio dal titolo “The End of Italy”. La tesi: l’Italia non solo non è mai stata uno Stato, non ha nemmeno la consistenza di una nazione. Il processo unitario è avvenuto senza masse e dietro di esso non vi era alcuna identità definita. Insomma: una sintesi di tutte le stupidaggini scritte per decenni dalla storiografia di sinistra e momentaneamente messe da parte in occasione del centocinquantenario. Ho sempre più l’impressione che in questa crisi globale che ha evidenziato il fallimento dell’Europa, l’Italia per tanti all’estero sia un comodo capro espiatorio.
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C'è chi crede che con oggi si sia posta fine alla diaspora Dc. A ben guardare però, il nuovo governo contiene sì alcuni cattolici ma anche molti esponenti di quell'azionismo torinese che ben poco si concilia con la tradizione del cattolicesimo politico. La verità è un altra: se il Pdl tiene si potrà arrivare a un modello bipolare maturo in cui tutti i moderati possano convivere in una sola formazione. E' se il Pdl crolla che invece si profilano operazioni centriste per loro natura spurie e confuse. E non mi sembra una bella prospettiva...
Silvio Berlusconi si è dimesso. Davanti al Colle il 'popolo Viola' a lanciare insulti e monetine. Una scena tristissima per la democrazia che Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl commenta così: "Festeggiano la per fine di Berlusconi: è una parodia del De Gasperi morto per crepacuore, dell’Andreotti accusato di mafia, del Moro trucidato in una Renault 4, del Craxi andato in esilio, gli italiani sono così. Adulano il potere finchè c’è, si ribellano quando cade. Ma questa volta si sono resi conto che Berlusconi si è dimesso pur avendo una maggioranza e che il prossimo governo Monti avrà bisogno dei suoi voti? C’è chi ha amore di patria e chi ha amore di parte".
“Siamo per un governo tecnico che salvi il Paese ma che lasci intatte le differenze politiche che esistono nell’emiciclo. Non sacrificheremo le differenze con la sinistra su temi come giustizia, legge elettorale e principi non negoziabili”. E’ il commento di Gaetano Quagliariello sugli sviluppi della crisi di governo.
“Berlusconi si è comportato da statista” anteponendo a tutto gli interessi dell’Italia in un momento delicato e sollecitando un atto concreto in parlamento finalizzato a rispettare gli impegni assunti con l’Europa e l’Italia prima di fare un passo indietro. E’ l’analisi di Gaetano Quagliariello al termine della giornata a Montecitorio che ha sancito che la maggioranza non c'è più.
L’unico governo possibile per il Paese è quello in carica e l’unica alternativa sono le elezioni. Ne è convinto Gaetano Quagliariello e il messaggio vale per chi ha lanciato un’Opa sul Pdl e per chi insiste col refrain del passo indietro del premier a favore di un governo tecnico.
“C’è chi non se lo vuole sentir dire ma bisogna ripeterlo: il Mezzogiorno non solo è una risorsa, ma è l’elemento che può tornare a far crescere l'Italia” spiega Gaetano Quagliariello a Bari per il convegno di FareItalia dedicato al Meridione.
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