Interviste

dal settimanale "A"

Una riflessione a tutto tondo sullo stato della maggioranza, lo strappo di Fini e gli scenari che si aprono alla ripresa dell'attività parlamentare. Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, analizza le questioni sul tappeto nell'intervista al settimanale "A".

Dallo scisma finiano alla rinascita del tifo per la riforma elettorale che nasconde, in realtà,  un “tentativo di restaurazione”. Il vicecapogruppo dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, analizza le fibrillazioni interne al Pdl alla vigilia della ripresa in Parlamento.

 

Corriere del Mezzogiorno

Reduce dagli incontri culturali organizzati a Monopoli,Gaetano Quagliariello si prepara ad una importante stagione politica e la Puglia, sostiene il vicepresidente dei senatori Pdl, sarà la cartina di tornasole, anche per gli equilibri al Senato. "Abbiamo di fronte una triplice sfida: per la guida del Paese, della Regione e della città di Bari, per questo dobbiamo fare squadra".

da Libero

Messaggio in bottiglia per Pieferdinando Casini da Corfù firmato Gaetano Quagliariello: "Caro Pier, capisco che vedendoti preclusa la possibilità di entrare nella maggioranza non puoi che strizzare l'occhio a Bersani. Ma non chiudere la porta alla possibilità di un accordo con noi". Con buona pace di Umberto Bossi, il vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato continua a spingere per un allargamento del centrodestra all'Udc, ritenendola "la scelta fondamentale per essere sicuri di vincere e restare al governo, anche nella prossima legislatura". Ma per recuperare Pier "siamo noi a dover prendere l'iniziativa".

Il Mattino

“Parole dettate da ignoranza e pregiudizio”, così Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, boccia l’intervento di Famiglia Cristiana nell'intervista a Il Mattino.

"Il problema non e' il rapporto tra noi e i finiani, ma l'interesse del Paese, che in questa fase ha bisogno di un governo in piena efficienza, basato innanzi tutto sulle forze che hanno vinto le elezioni. Lo impone il senso comune oltreche' il rispetto della sovranita' del popolo. Io penso che bisogna fare il possibile per evitare le elezioni. Bisogna persino inventarlo, il possibile. E con una mozione che definisce con chiarezza gli obiettivi da qui a fine legislatura ci stiamo provando. Nessuno, pero', dovrebbe proporsi l'impossibile, perche' lo farebbe contro l'interesse del Paese. Se non c'e' un vero governo in grado di operare con tutti i suoi mezzi, allora meglio tornare di fronte agli elettori".

 

L'Avvenire

"È ora di comprendere che serve un governo autosufficiente. Capace di fare. Di realizzare. Di operare con la stessa forza con cui ha operato fino ad ora. O è così o l'unica strada è votare". E' l'analisi di Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl. Dietro quella parola, "autosufficienza", prende forma la volontà di Silvio Berlusconi e del gruppo di comando del Pdl di "uscire dalla logica dei duellanti" e restituire così "forza e autorevolezza" al governo. 

Qn

Dal vertice Pdl domani uscirà un atto di tregua? Gaetano Quagliariello, presidente vicario dei senatori Pdl è netto:“Verrà fuori un documento assai dettagliato sui punti da affrontare da qui alle elezioni, che dovrà essere sottoscritto da una maggioranza consistente dei parlamentari della vecchia maggioranza con un impegno vincolante".

Il Riformista

Il Popolo della Libertà deve saper utilizzare al meglio la "risorsa politica" per "mettere insieme le ragioni del Nord e del Sud" ed "evitare che possano nascere degli incunaboli di partiti meridionali". E’ una vera e propria chiamata alle armi, quella di Gaetano Quagliariello. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, storico e uomo del Sud, avverte che sul tema del Mezzogiorno si giocherà nei prossimi mesi una sfida fondamentale "per tenere insieme il Paese" alla vigilia dell’anniversario dell’Unità d’Italia. Ma non solo.

La Stampa

Gaetano Quagliariello, capogruppo vicario dei senatori Pdl, non teme sgambetti da parte del Capo dello Stato. "Siamo certi della lealtà del presidente della Repubblica, c'è però un problema teorico. Walter Bagehot, il più grande teorico della democrazia parlamentare, ci ha spiegato che essa si basa su un sistema di pesi e contrappesi. Il peso è la sovranità del popolo, fra i contrappesi vi sono le prerogative del re o del presidente della Repubblica. Ma se il peso si depotenzia o viene messo fuori gioco, i contrappesi potrebbero correre il rischio di trasformarsi in poteri irresponsabili. Dunque, un governo varato esclusivamente per effetto dell'azione dei contrappesi, ancor più che essere incostituzionale fa a pugni con l'idea stessa della democrazia parlamentare".